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Dopo il successo internazionale di Antonio, guerriero di Dio, suo esordio cinematografico nel 2006, il regista e sceneggiatore padovano Antonello Belluco riprende il tema della santità, dedicando questa nuova opera a padre Leopoldo Mandić. Una figura meno nota se paragonata a Sant’Antonio, ma non per questo meno amata dalle persone che lo hanno conosciuto e che a lui si sono rivolte nel momento del bisogno. Uomini e donne di fronte a cui San Leopoldo non ha mai lesinato parole e azioni di conforto. Lo stesso titolo del film, “On my shoulder”, riprende una frase che il santo ripeteva spesso a chi si rivolgeva a lui, spesso in situazioni di difficoltà: «Butta tutto sulle mie spalle».
«Padre Leopoldo lo conoscevo per nome già da piccolissimo perché abitavo molto vicino al convento», racconta il regista Antonello Belluco. «Mia nonna, slovena, gli era molto devota. A differenza di Antonio, Leopoldo ha trascorso gran parte della sua vita in un confessionale. Una situazione oggettivamente poco cinematografica. Tuttavia, leggendo tra le righe della sua vita, ho individuato nelle testimonianze di chi gli è stato accanto l’elemento che mi avrebbe aiutato raccontarla. Non quindi un film biografico, ma una storia vera narrata attraverso le storie degli altri».
Il film abbraccia gli anni dal 1915 al 1945 e racconta la vicenda delle famiglie Brandi e Filangeri e di alcuni personaggi di spicco della città di Padova che attraversano la tragedia del primo conflitto mondiale e dei difficili anni del dopoguerra.
«Molto spesso una piccola storia, nascosta tra le mura di una piccola casa, può diventare il messaggio più dirompente del secolo –- facendo riferimento al tempo della storia del Film è un tempo che è cambiato solo nel numero degli anni. Tutto il resto è una storia che si ripete. «A volte», conclude Antonello Belluco, «vien da pensare che cambia il numero degli anni sul calendario, ma in realtà la storia dell’uomo, con le sue fragilità e il suo bisogno di salvezza, non cambiano. Di fronte alla guerra e alla crisi economica di allora, così come oggi davanti a un’epidemia che non sappiamo fronteggiare, c’è chi rischia di rassegnarsi all’impotenza, magari immaginando che un gesto estremo possa essere la soluzione. La storia di padre Leopoldo, pur vissuto umilmente in un piccolo convento, ci mostra che esiste un’altra possibilità. Leopoldo trasmette a tutti il “senso” della certezza di Dio».
LA TRAMA
Andrea Brandi è un giovane di talento, laureato in ingegneria che, preso dal desiderio di vedere libere le città Trento e Trieste, sceglie di arruolarsi nell’esercito durante la Prima guerra mondiale. Pur contrastato dal padre nella sua decisione, prima di partire per il fronte incontra Diletta Filangeri, giovane medico che diventerà la donna della sua vita. Durante una pericolosa azione di guerra, viene salvato da Tommaso, prete partito militare con la benedizione di Leopoldo che si rivelerà amico anche in altre occasioni.
All’ospedale militare Andrea ritroverà Diletta che aveva incontrato prima di partire per il fronte. Entrambi scoprono l’amore, ma sarà padre Leopoldo ad aiutarli ad aprirsi al sentimento e ad ascoltare il cuore. Una volta sposati, Andrea e Diletta diventano genitori, ma il loro bambino perderà la vita ucciso dall’auto di una giovane donna, protofemminista che, perso il marito negli scontri tra interventisti e non, decide di prendere le sue veci. Anche lei entrerà in contatto con la figura di Leopoldo.
Nel frattempo, l’azienda di macchine per scrivere che Andrea ha fondato con l’aiuto riluttante del padre, a sua volta convinto dalla madre, deve fronteggiare la crisi che nel 1929 investe l’economia mondiale. Andrea comincia a perdere clienti fino a non riuscire più a pagare le maestranze.
La povertà incalza e coinvolge anche il bilancio di famiglia dei genitori che cercano ancora una volta di sostenere Andrea, sprofondato in una forte depressione causata anche dalla morte del bambino. È a questo punto che si rivede Tommaso, il prete che l’aveva sottratto già una volta alla morte in trincea. Nella prima notte di Natale dopo la Seconda guerra mondiale, Andrea sta scrivendo la sua drammatica storia, intrecciata come quella di tutti gli altri personaggi, a quella del fraticello che ripeteva: «Butta tutto sulle mie spalle».
Qui sotto il trailer
NOTE TECNICHE
Titolo: ON MY SHOULDERS – SULLE MIE SPALLE
Regia: Antonello Belluco
Sceneggiatura: Antonello Belluco
Genere: Storico drammatico
Paese: Italia Anno: 2020
Durata: 105 minuti
Produzione: Eriadorfilm S.r.l.
CAST
TARYN POWER (Elena Brandi) - “Sinbad e l’occhio della tigre” (1977) di Sam Wanamaker, “Il Conte di Montecristo” (1975) di David Greene.
PAOLO DE VITA (Padre Leopoldo) - “La meglio gioventù” (2003) di Marco Tullio Giordana, “Antonio guerriero di Dio” (2006) di Antonello Belluco, “Anonymous” (2011) di Roland Emmerich.
DIEGO DE FRANCESCO (Andrea Brandi) - Esordiente, al suo primo ruolo come attore protagonista in una produzione cinematografica
BEATRICE SABAINI (Diletta Filangeri) - “The broken key” (2017) di Louis Nero, “Trilogia della follia” (2016) di Beatrice Sabaini, Narrator “Dante’s Project” (2015) “Un ragazzo d’oro” (2014) di Pupi Avati.
GIANCARLO PREVIATI (Leonida Brandi) - “Questo piccolo grande amore” (2009) di Riccardo Donna “The Tourist” (2010) di Florian Henckel von Donnersmarck
FABRIZIO ROMAGNOLI (Tommaso) “Ma tu di che segno sei?” (2014) di Neri Parenti, “Il generale Dalla Chiesa” di Giorgio Capitani, “Il Giorgione” (2010) e “Il segreto di Italia” (2014) di Antonello Belluco
ALESSANDRA FACCIOLO FROIO (Adele De Santis) Esordiente, al suo primo ruolo come attrice non protagonista




