Fenomeno Zeman. Avanti, per la sua strada. Costruisce squadre, prima di tutto per creare calcio e dare spettacolo, se poi vincono meglio ancora. Prova a fare le nozze coi fichi secchi, quasi sempre. Gli danno in mano le chiavi di una utilitaria, sperano che lui la faccia correre come una Formula 1. Qualche volta ci riesce, altre no. Questo pare l’anno buono: Pescara nei quartieri alti della classifica di serie B, malgrado un patrimonio calciatori per nulla eccelso.

Può andar bene oppure no, a fine stagione. Per determinati aspetti, però, non si discute: il successo è garantito. Il boemo fa esplodere attaccanti, che prendono a segnare valanghe di gol, anche se prima non l’avevano mai fatto. E poi moltiplica gli spettatori, riempiendo stadi che fino a ieri erano semivuoti. Il successo di un’idea, a prescindere dai risultati. Il Pescara che segue la capolista Torino nella graduatoria della cadetteria non è fuoco di paglia ma frutto di lavoro, dedizione, idee. Se durerà lo scopriremo solo vivendo. Il tridente che fa sfracelli potrà pure rallentare strada facendo, difficile però che le punte della banda zemaniana deludano, di qui in avanti.

Sempre così, quando c’è di messo il tecnico boemo. Fin dai tempi della Zemanlandia foggiana, trampolino di lancio di futuri azzurri come Signori, Baiano e Rambaudi. A Foggia c’è tornato l’anno scorso, per provare a rinverdire quegli antichi fasti. Con una squadra costata 10mila euro (o poco più) ha sfiorato i play-off e moltiplicato i frequentatori dello stadio Zaccheria. E il tridente, manco a dirlo, ha stupito tutti: tre carneadi – Insigne, Sau e Farias – protagonisti di una stagione ragguardevole. Un trampolino di lancio, anche per loro. Hanno calamitato l’interesse degli addetti ai lavori, si sono guadagnati il salto di categoria: Insigne l’ha voluto Zeman a Pescara, Sau è finito alla Juve Stabia, Farias alla Nocerina, tutti in serie B.

Insigne si sta confermando in pieno: 6 gol finora, un bel bottino, e la convocazione dell’Italia under 21. Al fianco, quest’anno ha Sansovini e Immobile. Pure loro segnano con incredibile puntualità. Il primo è in vetta alla classifica dei bomber (9 gol), insieme ad Abbruscato (Vicenza) e Tavano (Empoli). Il secondo lo segue a una lunghezza di distanza. Sansovini si sta rilanciando, dopo stagioni non all’altezza delle iniziali aspettative. Immobile un anno fa era al Siena, alle dipendenze di Antonio Conte, attuale tecnico della Juve: non lo vedeva proprio, a gennaio lo spedì via in prestito. Con Zeman è diventato uno dei gioielli del campionato. Sansovini, Immobile e Insigne: 23 gol in 3, sui 33 totali del Pescara.

Una conferma della capacità di Zeman. Segnano e divertono. Coi loro gol, il Pescara comincia a sognare. E la gente torna allo stadio. Pescara è piazza calda, che ha sempre garantito buon seguito. Quest’anno, però, un autentico boom. Finora l’Adriatico ha fatto segnare una media di 10930 spettatori a partita, con un incremento superiore al 35 per cento rispetto alla passata stagione e di poco meno del 60 per cento rispetto a due stagioni fa: una crescita incredibile.

Solo le nobili decadute del campionato di B – Sampdoria, Torino e Verona – fanno segnare numeri più elevati rispetto a quelli del Pescara, che però guida la speciale graduatoria degli spettatori paganti (escludendo, quindi, gli abbonati): poco più di 8000 a partita, come nessun altro in B. Attaccanti che segnano a valanga, spettatori che crescono in maniera esponenziale. E’ il calcio di Zeman, l’ultimo degli eretici.