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Carissimi, vi pare possibile che ci siamo messi a passare la domenica nei centri commerciali? La scorsa domenica io, mia moglie e i miei figli siamo stati più di un’ora in coda sulla corsia che conduce a un centro dove ci sono molti supermercati. In pratica imprigionati, maledicendo la pensata di andare a vedere come cambiare i mobili della cameretta dei miei figli. Alla sera a cena eravamo tutti stanchi, con le idee più confuse e anche scocciati perché i bambini volevano i letti che stanno in alto su una struttura metallica e mia moglie dice giustamente che sono impossibili da sistemare... C’è qualcosa di sbagliato in tutto questo, ma forse è troppo tardi per cambiare!
ERNESTO
Caro Ernesto, ti voglio far sorridere raccontandoti che di recente, nel corso di una vacanza in montagna in Svizzera, mi è capitato di presentarmi con la mia lista della spesa un sabato dopo le 18 davanti alla porta, sbarrata ahimè, di un supermercato che, come segnalava bene il cartello affisso lì a fianco, avrebbe riaperto il lunedì successivo alle 7.30 della mattina... Mi stavo quasi indignando e poi ho pensato che avrei potuto benissimo fare la spesa prima di quell’ora e che il mio errore era stato dare per scontato che ormai, come accade nelle nostre città, fosse sempre possibile acquistare tutto quando vuoi. Questo per dire che l’abitudine influenza molto e, solo fermandosi a riflettere, come ci inviti a fare tu, si può pensare di cominciare a comportarsi in modo da riavvolgere un po’ il nastro implacabile del tutto disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Mi immagino già l’obiezione, che conosco molto bene, avendo lavorato per anni con orari che rendevano difficile fare la spesa nei giorni feriali. Ma non vorremo raccontarci che tutti quanti vanno nei centri commerciali la domenica perché non sono in grado di farlo in altri momenti! Credo anche che si debba distinguere tra un acquisto preciso, come nel vostro caso (che peraltro avreste potuto preparare con meno fatica “muovendovi” tra le pagine di Internet) e la passeggiata tra gli scaffali che pare diventata l’alternativa diffusa a quella in mezzo alla natura, più salutare e istruttiva per i bambini e meno... dispendiosa per gli adulti.




