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Gli alunni della primaria (classe quarta e quinta) di Alagna Val Sesia all'arrivo al Santuario di Oropa. Fonte: Fb Santuario Oropa
Zaini in spalla e pedule ai piedi, gli alunni della scuola primaria di Alagna Valsesia, in Piemonte, hanno percorso camminando l’antica via che collega la Valsesia al Biellese, destinazione il Santuario di Oropa. Non una semplice gita scolastica, quindi, ma un’esperienza che probabilmente ricorderanno per tutta la vita. Per gli alunni di quarta e quinta si è trattata di una “impresa” di due giorni, in cui hanno percorso trenta chilometri e affrontato un dislivello positivo certamente significativo. Oltre al necessario per il cammino, sulle spalle e nel cuore gli studenti avranno anche portato l’entusiasmo, le paure e le aspettative che accompagnano tutte le gite di fine anno. Questa volta, vista la portata educativa della proposta, con una marcia in più.


Partiti da Rassa, incantevole borgo dell’alta Valsesia, le due classi hanno svalicato al Colle del Croso, affrontando anche la neve, e pernottato nel borgo di Rosazza, già nel Biellese. Di lì, il giorno dopo, avanti fino al santuario di Oropa senza farsi fermare dalla pioggia. «Complimenti ai bambini arrivati al santuario dopo un emozionante cammino lungo una delle storiche vie devozionali delle nostre montagne. Un cammino percorso da tempi immemorabili dagli abitanti di Rassa per raggiungere il Santuario in pellegrinaggio: una bellissima esperienza fatta di passi condivisi alla scoperta delle antiche tradizioni», si legge sul profilo Facebook del santuario.
L’itinerario seguito dai ragazzi non è, infatti, “solo” un sentiero di montagna ma un’importante via di collegamento percorsa nei secoli dagli abitanti delle terre alte per devozione come anche per emigrazione. Un’esperienza che, oltre alla conoscenza del territorio, nei suoi aspetti ambientali, culturali e devozionali, è stata anche un’occasione di crescita personale e del gruppo classe.


Per questo un plauso va anche agli adulti che hanno progettato e lanciato l’esperienza. Possiamo solo immaginare le emozioni provate dai bambini, dal camminare insieme al superare le fatiche della salita e delle condizioni meteo avverse. Infine, la soddisfazione dell’arrivo al maestoso santuario, dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco: con la struttura a terrazze e gli stili barocco e neoclassico. Nella foto di gruppo alcuni di loro fanno il segno “vittoria” e lo “shaka", con il pollice e il mignolo alzati, simbolo di pace, amicizia e relax. Evidentemente si è trattato di un'avventura che i giovani studenti porteranno nel cuore.




