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La presentazione del Report
Più educazione ai diritti e alla sostenibilità, maggiore attenzione alla dimensione affettiva nella relazione con gli studenti e un’alfabetizzazione digitale che inizi già dalla scuola dell’infanzia.
È questa, in sintesi, la scuola che gli insegnanti italiani immaginano per il futuro. A dirlo sono oltre quattromila docenti di ogni ordine e grado che hanno partecipato a un’indagine nazionale presentata l’11 marzo scoso a Firenze durante Fiera Didacta Italia e confluita nel primo report dell’Osservatorio Permanente su Educazione Civica, Diritti e Sostenibilità, promosso dall’associazione Robert F. Kennedy Human Rights Italia insieme all’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Lo studio, dedicato alla memoria del giurista e rettore Franco Anelli, restituisce una fotografia nitida di come l’educazione civica venga oggi praticata nelle scuole italiane e di quali siano le prospettive per il futuro. Il volume che raccoglie i risultati della ricerca, L’educazione civica nella scuola italiana. Il primo studio di settore: pratiche e prospettive, è curato da Alessandra Augelli e Valentina Pagliai ed è pubblicato da Vita e Pensiero.
Dall’indagine emerge una percezione diffusa tra i docenti: la necessità di colmare la distanza tra i principi teorici dell’educazione civica e la pratica quotidiana nelle classi. Secondo Federico Moro, segretario generale di Kennedy Human Rights Italia, proprio questo è uno dei risultati più significativi del lavoro dell’Osservatorio. «La scuola non può più limitarsi alla trasmissione passiva di nozioni», spiega, «deve trasformarsi in un laboratorio di democrazia vissuta».
L’analisi delle risposte raccolte nell’estate del 2025 evidenzia il bisogno di percorsi educativi più trasversali, capaci di collegare diritti umani, sostenibilità ambientale, cittadinanza digitale e partecipazione democratica. Gli insegnanti sottolineano anche l’importanza della dimensione relazionale del lavoro educativo: la formazione civica, infatti, non riguarda soltanto contenuti e programmi, ma passa attraverso la qualità del rapporto tra docenti e studenti. Accanto a questo emerge con forza il tema delle competenze digitali, che molti docenti ritengono necessario sviluppare fin dai primi anni della scuola.
L’educazione ai diritti e alla sostenibilità, secondo il report, può diventare anche uno strumento per ridurre i divari sociali e promuovere quella che viene definita un’“ecologia integrale dell’apprendimento”, cioè una formazione capace di tenere insieme dimensione culturale, sociale e ambientale.
Per l’Università Cattolica del Sacro Cuore l’Osservatorio rappresenta un impegno coerente con la propria missione educativa. «Il nostro Ateneo mette a disposizione la propria tradizione di ricerca e di riflessione pedagogica per contribuire a rinnovare l’educazione civica», ha sottolineato la prorettrice vicaria Anna Maria Fellegara, «affiancare il mondo della scuola significa contribuire alla formazione di cittadini consapevoli e responsabili, rafforzando i valori della partecipazione democratica e della convivenza civile».
L’Osservatorio nasce con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento stabile per monitorare nel tempo l’evoluzione dell’educazione civica nel sistema scolastico italiano, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria.
La ricerca presentata a Firenze è solo il primo passo di un percorso che intende accompagnare la scuola italiana in una trasformazione sempre più richiesta anche dagli insegnanti: passare da una cittadinanza studiata sui libri a una cittadinanza realmente vissuta nelle aule.





