Mia nipote quest’anno dovrà affrontare la maturità e ho sentito parlare di diverse novità. Si dice che il colloquio orale sarà più severo e che cambieranno i criteri di valutazione. Mi spiega come sarà strutturata?

Elisa

– Cara Elisa, la maturità mantiene la stessa struttura generale degli ultimi anni, ma introduce alcune novità importanti, soprattutto per il colloquio orale.

La principale è che una “scena muta” volontaria, anche nel caso in cui si sia già raggiunto il punteggio minimo per la promozione, comporterà l’invalidazione dell’esame.

Il colloquio non valuterà solo le conoscenze, ma anche la maturità personale, l’autonomia e la capacità di ragionamento critico.

Si svilupperà attraverso collegamenti tra più discipline, una riflessione sul percorso scolastico e la presentazione delle esperienze di scuola-lavoro, rielaborate in modo consapevole.

Proprio per questo il ministero ha previsto fino a 5 punti su 20 legati alla maturità personale dimostrata durante l’orale.

Resta, però, il dubbio su come commissari esterni e presidente possano valutarla in maniera oggettiva: conteranno il modo di presentarsi, la capacità di argomentare le proprie scelte e, soprattutto, il contributo dei commissari interni, che conoscono il percorso dello studente e possono orientare il giudizio finale.

Accanto all’orale, restano fondamentali le prove scritte, che aiutano a consolidare la valutazione complessiva insieme ai crediti scolastici maturati nel triennio.

Un buon esito consente spesso di delineare già prima dell’orale un quadro abbastanza chiaro del risultato finale.

Più che una rivoluzione, si tratta di un’evoluzione che punta a valorizzare non solo ciò che gli studenti sanno, ma anche come lo sanno usare e rielaborare. Se tua nipote ha lavorato con impegno e arriva preparata, potrà affrontare l’esame con fiducia.