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Sono una mamma alle prime armi. Da quando, 10 mesi fa, è nata la mia Sofia ce la sto mettendo tutta, ma mi sembra a volte di non farcela proprio. Alcuni giorni mi sento al settimo cielo per la felicità, in altri mi sento sola e stanchissima. Soprattutto quando Sofia piange a lungo e io non riesco a calmarla e consolarla, ecco, in quei momenti mi sento la peggiore delle mamme del mondo. Purtroppo non ho più i genitori, morti anni fa e mio marito è spesso assente per lavoro. Avevo pensato di sospendere la ripresa del lavoro fino all’ingresso all’asilo della mia bimba, ma ora mi sto ricredendo: forse se lei va al nido e io riprendo a lavorare mi sentirò meno inadeguata e più utile.
ALESSANDRA
— Cara Alessandra, la nascita del primo figlio è come uno tsunami nella vita dei suoi genitori. Arriva e travolge tutto. Porta gioia e felicità, ma anche tanta stanchezza. E a volte ansia e paura di non essere all’altezza del proprio ruolo. Quando si tiene tra le braccia un piccolo che piange e che continua a farlo perché tutto ciò che mettiamo in campo per consolarlo sembra non sortire alcun effetto, ci si sente confusi e inadeguati. È una sensazione che capita a tutti i genitori. Nella tua mail, la cosa che mi ha colpito di più è la solitudine che sembra essere diventata la compagna principale di questa fase della tua vita. Non hai famigliari che ti possano aiutare e tuo marito è spesso assente: forse il tuo desiderio di tornare a lavorare è anche, implicitamente, un modo per sfuggire al senso di oppressione e isolamento che la nascita della tua Sofia ha portato con sé. Ti invito a parlare di tutto questo con tuo marito e a verificare se nel consultorio familiare più vicino a casa tua organizzano gruppi di auto-aiuto per neomamme che possono periodicamente incontrarsi, al mattino o al pomeriggio, per parlare insieme delle molte trasformazioni e sfide che la nascita del proprio figlio ha portato nella loro vita. Inoltre, verifica se vicino a casa tua esiste una ludoteca, dove la tua bambina può essere accolta e accompagnata in tante attività esplorative dagli educatori del servizio, mentre tu parli e ti confronti con le altre mamme. Infine ti consiglio di leggere Le mamme ribelli non hanno paura (Garzanti), un libro pieno di poesia e di buonumore, scritto da Giada Sundas, una mamma che racconta i primi tre anni di vita della sua prima figlia, in cui ritroverai molte delle emozioni che anche tu hai descritto nella tua lettera: perché non esistono mamme perfette, ma solo mamme che cercano di essere “sufficientemente buone”, come, quasi un secolo fa, aveva affermato D. Winnicott, uno dei più grandi esperti di relazione genitori/figli.




