Marines, sacerdoti e migranti insieme per ripulire il santuario. È una delle iniziative che, nel mese di maggio, ha animato la “casa” dell’Addolorata dei padri passionisti a Mascalucia, paese alle pendici dell’Etna. «Un evento fuori programma, che non ci saremmo mai aspettati e che ha visto la partecipazione numerosa dei marines della base aeronavale americana di Sigonella oltre a quella di un gruppo di giovani migranti della comunità Integra di Mascalucia», dice il rettore, padre Emanuele Zippo, 55 anni, superiore della casa religiosa dei passionisti e sacerdote esorcista.

Un avvenimento, che abbiamo voluto seguire da vicino, in grado di unire quello che è il “dna” dello stesso luogo di preghiera, sempre aperto a iniziative della società civile, col programma Community Relations della stazione aeronavale Usa, che vede spesso nel fine settimana i militari statunitensi impegnarsi in attività di volontariato in tutta Sicilia: dalle tinteggiature delle scuole, alla pulizia di aree comuni, come strade e piazze, a lavori di giardinaggio com’è stato nel caso del santuario, che vanta all’esterno un anfiteatro e un vastissimo polmone verde, con alberi secolari e tra questi quella che fu la piccola abitazione del venerabile padre Angelo Fontanarosa, primo superiore dei passionisti sull’isola. Nel nome di Maria, marines, migranti, sacerdoti e laici si sono muniti di guanti e rastrelli forniti per l’occasione dal Comune di Mascalucia e hanno iniziato a strappare le erbacce, riportando all’antico splendore una parte dell’area esterna al tempio, con un lavoro non stop, dalle 9 alle 13.

«È stato un momento di fraternità molto intenso, il rapporto con la natura ha incrementato quello umano, siamo andati in simbiosi sotto lo sguardo e la protezione di Maria, sentendoci abbracciati da Lei», continua padre Emanuele.

Due marines statunitensi della base militare di Sigonella ripuliscono dai rovi l’esterno del santuario dell’Addolorata di Mascalucia (Catania) nel maggio scorso: è stata una delle iniziative per il mese mariano. (Foto di Alessandro Puglia)
Due marines statunitensi della base militare di Sigonella ripuliscono dai rovi l’esterno del santuario dell’Addolorata di Mascalucia (Catania) nel maggio scorso: è stata una delle iniziative per il mese mariano. (Foto di Alessandro Puglia)
Due marines statunitensi della base militare di Sigonella ripuliscono dai rovi l’esterno del santuario dell’Addolorata di Mascalucia (Catania) nel maggio scorso: è stata una delle iniziative per il mese mariano. (Foto di Alessandro Puglia)

Il santuario dell’Addolorata dei padri passionisti a Mascalucia è un luogo di riferimento per migliaia di fedeli provenienti da tutta la Sicilia, che consegnano le loro preghiere sotto la statua della Vergine Addolorata, opera di Marco Epicochi, maestro della cartapesta leccese che realizzò il simulacro studiando il quadro di Maria Addolorata collocato nell’altare della cappella più piccola, cuore pulsante della chiesa. Dipinto che fu fatto arrivare qui nel 1939 dalla venerabile Lucia Mangano, mistica e religiosa dell’ordine delle orsoline, che dall’istituto di San Giovanni La Punta raggiungeva Mascalucia per essere sostenuta dal suo padre spirituale, il venerabile padre Generoso Fontanarosa, le cui spoglie sono custodite proprio all’interno della cappella dell’Addolorata.

Mentre i marines continuano a rimuovere erbacce, all’interno la vita del santuario prosegue coi suoi ritmi di preghiera, così padre Emanuele si alterna tra la direzione dei lavori, con gli insoliti operai, le orazioni e le Confessioni quotidiane.

«Giornate come queste», spiega, «ci fanno riflettere su quello che è il ruolo di Maria nella natura, Lei ripara il peccato originale, è la nuova Eva, la Madre spirituale nella vita naturale e soprannaturale. È il giardino sempre in fiore, fontana d’acqua che zampilla, il vento e sole di primavera che accarezza ogni fiore e tutte le creature». Ogni secondo giovedì del mese il santuario si riempie di fedeli provenienti da varie località per partecipare all’Adorazione carismatica, con canti e preghiere di liberazione per un momento spirituale e di riparazione.

Ogni attività, qui, riconduce a uno sguardo di continua devozione alla Vergine. «Molti dei marines in servizio a Sigonella hanno un legame profondo con Maria, soprattutto per chi di loro ha origini latino-americane. In tanti, oggi, si sono commossi nel vedere questa oasi di pace e hanno chiesto di poter ritornare per una seconda attività», sottolinea Alberto Lunetta, responsabile delle relazioni esterne della base Usa Nas Sigonella.

Uno scatto dei lavori al santuario di Mascalucia. (Foto di Alessandro Puglia)
Uno scatto dei lavori al santuario di Mascalucia. (Foto di Alessandro Puglia)
Uno scatto dei lavori al santuario di Mascalucia. (Foto di Alessandro Puglia)

Al termine del lavoro, si posa insieme per la foto di gruppo, ancora una volta coi padri passionisti attorniati dai marines e dai rappresentanti della cooperativa Integra. Si recitano un Padre Nostro e un’Ave Maria: «Lei ci conduce a gioire nelle piccole cose, come in questa bella giornata di primavera dove siamo tutti fratelli guardando proprio a Maria, la pura, la bella, la piena di grazia», dice padre Emanuele. A breve uscirà il suo libro Vinci il Male con il Bene, guida pratica al discernimento, alla protezione e alla Liberazione spirituale (edizioni Lettere Scomposte), un volume che affronta il tema del maligno nella contemporaneità dando a lettrici e lettori gli strumenti per riconoscerlo e sconfiggerlo: «Tra tutti l’arma potentissima del Rosario, la catena dolce che lega il cuore a Maria e con Lei a Cristo. Perché nelle Ave Maria ripetute, l’anima si immerge nel ritmo stesso del Vangelo, mentre la Vergine, Regina delle vittorie, guida i figli alla vittoria sul male», conclude il religioso.