C'è un santo che più di tutti, ogni anno, viene chiamato in causa da centinaia di migliaia di maturandi alle prese con temi, commissioni e colloqui orali. E la sua storia ha qualcosa di sorprendente. Perché san Giuseppe da Copertino (1603-1663), oggi patrono degli studenti e degli esaminandi, non era affatto un genio dello studio. Anzi.

Lo chiamavano addirittura “frate Asino”. Era considerato lento nell'apprendere, impacciato, poco portato per i libri. Eppure proprio lui è diventato il santo a cui generazioni di ragazzi affidano le proprie ansie prima di un esame.

La sua vicenda sembra quasi un paradosso. Nato il 17 giugno (il giorno prima, ironia del caso, dell’inizio della Maturità 2026) del 1603 a Copertino, nel Salento, da una famiglia poverissima, Giuseppe Desa dovette interrompere presto gli studi. Desiderava diventare sacerdote, ma la sua preparazione culturale appariva insufficiente. Bussò alle porte di diversi conventi francescani e venne respinto più volte. I religiosi giudicavano inadeguata la sua istruzione e scarse le sue capacità.

Dopo numerosi rifiuti, riuscì finalmente a essere accolto nel convento della Grottella, vicino al suo paese natale. Qui continuò il suo cammino religioso tra difficoltà e umiliazioni. Quando arrivò il momento degli esami per l'ammissione agli Ordini sacri, avvenne però qualcosa che i biografi hanno sempre raccontato come un segno della particolare assistenza divina ricevuta dal giovane frate. Contro ogni previsione, Giuseppe superò sia l'esame per il diaconato sia quello per il sacerdozio.

Da allora la sua figura è diventata il simbolo di chi fatica nello studio ma non si arrende, di chi affronta la prova con impegno e fiducia. Non il santo delle scorciatoie o dei miracoli facili, ma il patrono di chi conosce la paura di non farcela e continua comunque a mettersi in gioco.

Una foto della Maturità del 2025 con gli studenti dell'Istituto \\\"Mario Pagano\\\" di Napoli che si preparano ad affrontare la prima prova
Una foto della Maturità del 2025 con gli studenti dell'Istituto \\\"Mario Pagano\\\" di Napoli che si preparano ad affrontare la prima prova

Una foto della Maturità del 2025 con gli studenti dell'Istituto "Mario Pagano" di Napoli che si preparano ad affrontare la prima prova

(ANSA)

La maturità come rito di passaggio

Non stupisce che proprio san Giuseppe da Copertino sia diventato il punto di riferimento spirituale degli studenti alla vigilia della maturità. Per molti ragazzi l'esame di Stato rappresenta infatti l'ultimo grande rito di passaggio dell'adolescenza: una soglia che segna l'ingresso nell'età adulta e apre la strada all'università, al lavoro, alle scelte decisive della vita.

Ansia, insonnia, ripassi dell'ultima ora e timore di dimenticare tutto davanti alla commissione fanno parte dell'esperienza di generazioni di studenti. E accanto allo studio trovano spazio anche preghiere, affidamenti e piccoli gesti simbolici che aiutano a vivere con maggiore serenità una prova tanto attesa quanto temuta.

La preghiera dello studente a san Giuseppe da Copertino

Tra le invocazioni più diffuse c'è proprio quella dedicata al santo salentino:

O san Giuseppe da Copertino,

amico degli studenti e protettore degli esaminandi,

vengo ad implorare da te il tuo aiuto.

Tu sai, per tua personale esperienza,

quanta ansietà accompagni l'impegno dello studio

(degli esami) e quanto facili siano il pericolo

dello smarrimento intellettuale e dello scoraggiamento.

Tu che fosti assistito prodigiosamente da Dio

negli studi e negli esami

per l'ammissione agli Ordini sacri,

chiedi al Signore

luce per la mia mente e forza per la mia volontà.

Tu che sperimentasti tanto concretamente

l'aiuto materno della Madonna,

Madre della speranza,

pregala per me,

perché possa superare facilmente

tutte le difficoltà negli studi e negli esami.

Amen.

Un'immagine della Maturità 2025 con gli studenti del liceo Piero Gobetti di Torino
Un'immagine della Maturità 2025 con gli studenti del liceo Piero Gobetti di Torino

Un'immagine della Maturità 2025 con gli studenti del liceo Piero Gobetti di Torino

(ANSA)

San Tommaso d'Aquino, maestro della sapienza

Accanto a san Giuseppe da Copertino, la tradizione cristiana propone agli studenti anche un altro grande intercessore: san Tommaso d'Aquino (1224-1274). Filosofo, teologo e dottore della Chiesa, è considerato uno dei più grandi maestri del pensiero cristiano e viene spesso indicato come patrono degli studenti e delle scuole cattoliche.

Se Giuseppe da Copertino rappresenta la speranza di chi fatica, Tommaso d'Aquino incarna invece l'amore per la conoscenza e la ricerca della verità. A lui viene attribuita una celebre preghiera da recitare prima dello studio, raccomandata anche da papa Pio XI nell'enciclica Studiorum Ducem. Nella sua invocazione il santo chiede a Dio «acutezza dell'intelligenza», «facoltà di ricordare», «facilità dell'apprendere» e «perspicacia dell'interpretare», ricordando che ogni autentico sapere è un dono che va coltivato con impegno e umiltà.

La preghiera dello studente di san Tommaso d'Aquino

Creatore ineffabile,
che dai tesori della Tua Sapienza hai tratto tre gerarchie d'angeli e le hai stabilite sopra i cieli in un ordine mirabile.
Tu che hai disposto ogni elemento dell'universo con armonica bellezza. Tu che sei chiamato autentica Fonte della Luce e della Sapienza, e Principio sublime di ogni cosa.
Degnati di illuminare le tenebre del mio intelletto con il raggio della tua chiarezza, liberandomi dalle due tenebre in cui sono nato: il peccato e l'ignoranza.
Tu, che fai fiorire l'eloquenza sulle lingue dei bambini, forgia la mia lingua e infondi nelle mie labbra la grazia della tua benedizione.
Dammi l'acutezza dell'intelligenza, la facoltà di ricordare, il metodo e la facilità dell'apprendere, la perspicacia dell'interpretare, il dono copioso del parlare.
Disponi Tu l'inizio, dirigi lo svolgimento e portami fino al compimento: Tu che sei vero Dio ed uomo, che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.

Un'immagine della Matutirà del 2025 con gli studenti del Liceo Visconti di Roma nel giorno della prima prova scritta
Un'immagine della Matutirà del 2025 con gli studenti del Liceo Visconti di Roma nel giorno della prima prova scritta

Un'immagine della Matutirà del 2025 con gli studenti del Liceo Visconti di Roma nel giorno della prima prova scritta

(ANSA)

Santa Rita da Cascia, la santa delle cause impossibili

Tra i santi più invocati dagli studenti alla vigilia della Maturità c'è anche santa Rita da Cascia (1381-1457). La religiosa umbra, vissuta tra il XIV e il XV secolo, è conosciuta in tutto il mondo come la santa delle cause impossibili e delle situazioni che sembrano senza soluzione. Per questo molti ragazzi si rivolgono a lei quando temono di non essere preparati abbastanza, quando l'ansia rischia di prendere il sopravvento o quando il traguardo dell'esame appare irraggiungibile.

La sua popolarità tra gli studenti nasce proprio dalla convinzione che nessuna difficoltà sia troppo grande agli occhi di Dio. La vicenda di Rita, segnata da sofferenze familiari, lutti e prove durissime affrontate con fede incrollabile, testimonia come la speranza possa fiorire anche nelle circostanze più complicate. Non sorprende dunque che, insieme a san Giuseppe da Copertino, sia una delle figure più amate dai maturandi che cercano conforto spirituale nei giorni degli esami.

I santi compagni di viaggio degli studenti

Alla vigilia della maturità molti ragazzi si affidano anche ad altri santi particolarmente popolari. C'è san Luigi Gonzaga (1568-1591) patrono della gioventù, e san Carlo Acutis (1991-2006), modello vicino alle nuove generazioni per la sua passione per il Vangelo e per il mondo digitale.