Lunedì papa Leone XIV ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei Santi a promulgare i decreti che riconoscono l’offerta della vita del cardinale Ludovico Altieri e le virtù eroiche di Edward Joseph Flanagan, fondatore della Città dei Ragazzi, ed Henri Caffarel, fondatore dell’Associazione “Equipes Notre Dame” e dell’Istituto Secolare “Fraternità di Nostra Signora della Resurrezione”, di Stanisława Samulowska e Maria di Betlemme del Cuore di Gesù Romero Algarín, rispettivamente religiosa della Società delle Figlie di San Vincenzo de’ Paoli e della Congregazione delle Ancelle del Divin Cuore, e infine di Giuseppe Castagnetti, sindaco esemplare nel travagliato secondo Dopoguerra. Ecco chi sono.

Ludovico Altieri, “martire della carità”

Nato a Roma il 17 luglio 1805 da una nobile famiglia, Ludovico Altieri fu inizialmente avviato alla carriera diplomatica nella Santa Sede. A soli 21 anni venne nominato cameriere segreto soprannumerario da Papa Leone XII e incaricato di importanti missioni, come quella di consegnare la berretta cardinalizia all’arcivescovo di Reims. Successivamente maturò la vocazione sacerdotale e fu ordinato il 24 marzo 1833. Ricoprì numerosi incarichi nella Curia romana: segretario della Sacra Congregazione degli Studi, qualificatore del Sant’Uffizio e vicario di Santa Maria in Via Lata. Papa Gregorio XVI lo nominò arcivescovo titolare di Efeso e nunzio apostolico a Vienna, dove rimase per nove anni. Creato cardinale in pectore nel 1840, la nomina fu resa pubblica nel 1845. Nel 1860 ricevette la sede suburbicaria di Albano. Durante l’epidemia di colera del 1867 si recò personalmente tra i malati per assisterli e amministrare i sacramenti. Contagiato, morì l’11 agosto dello stesso anno. La sua morte, avvenuta nel servizio agli ammalati, è riconosciuta come “offerta della vita”: per questo oggi è venerabile.

Edward Joseph Flanagan, padre dei ragazzi abbandonati

Edward Joseph Flanagan nacque il 13 luglio 1886 a Ballymoe, in Irlanda, ottavo di undici figli. Emigrato negli Stati Uniti a 18 anni, iniziò gli studi sacerdotali, ma fu più volte costretto a interromperli per gravi problemi polmonari. Ordinato sacerdote nel 1912 a Innsbruck, si dedicò subito ai più bisognosi. Dopo aver aiutato le vittime di un tornado nella parrocchia di Saint Patrick, nel 1914 avviò un ostello per lavoratori disoccupati. Comprendendo la necessità di educare i giovani in difficoltà, nel 1917 fondò a Omaha la Boys Home, poi trasferita in una grande fattoria chiamata Boys Town. Qui accolse minori abbandonati o vittime di abusi, creando una comunità basata anche sull’autogoverno. Dopo la Seconda guerra mondiale si impegnò per accogliere gli orfani e lavorò anche in Europa e Asia per sviluppare sistemi di assistenza ai minori. Morì il 15 maggio 1948 a Berlino per un attacco cardiaco. La sua opera si diffuse in tutto il mondo, dando vita a numerose “Città dei ragazzi”. La sua testimonianza di carità educativa è oggi riconosciuta con il titolo di venerabile.

Henri Caffarel, il fondatore dell’Équipes Notre-Dame

Henri Caffarel nacque a Lione il 30 luglio 1903. La sua vocazione maturò nel 1923, anche grazie alla lettura di testi spirituali. Ordinato sacerdote nel 1930, si impegnò inizialmente nell’Azione Cattolica e nel mondo della comunicazione, dirigendo anche una rivista dedicata all’uso educativo dei media. Nel 1936 lasciò questi incarichi per dedicarsi alla predicazione e, soprattutto, all’accompagnamento spirituale delle coppie sposate. Nel 1939 avviò un nuovo apostolato per le famiglie, da cui nacquero le Équipes Notre-Dame, diffuse in molti Paesi. Nel 1943, a Lourdes, diede impulso anche a un cammino spirituale per vedove, poi divenuto la Fraternità Notre-Dame de la Résurrection. Instancabile viaggiatore, negli anni Cinquanta portò il suo carisma in Europa e nelle Americhe. Negli anni Sessanta fondò un centro di spiritualità a Troussures, aperto a tutti. Morì il 18 settembre 1996 a Beauvais. La Chiesa riconosce oggi l’eroicità della sua dedizione alla spiritualità coniugale.

Stanisława Samulowska, dalla Polonia al Guatemala nel segno della carità

Stanisława Samulowska nacque il 30 gennaio 1865 a Woryty, in Prussia Orientale, da una famiglia contadina. Ancora adolescente, mentre si preparava alla Prima Comunione, visse esperienze di apparizioni mariane insieme ad alcune compagne. Per sfuggire alle persecuzioni anticattoliche, fu accolta dalle Figlie della Carità, tra le quali entrò definitivamente.

Dopo i voti emessi nel 1889 a Parigi, si dedicò per anni all’assistenza dei bambini. Nel 1895 fu inviata in Guatemala, dove trascorse il resto della sua vita. Qui svolse numerosi incarichi, tra cui quello di superiora del noviziato e degli ospedali provinciali, distinguendosi per la cura amorevole verso i malati.

Promosse anche la costruzione di strutture religiose e sanitarie, tra cui una cappella e una basilica. Morì l’8 dicembre 1950 dopo una lunga malattia. La grande partecipazione ai suoi funerali testimonia la fama di santità che oggi la Chiesa riconosce dichiarandola venerabile.

Maria di Betlemme del Cuore di Gesù Romero Algarín, missionaria tra i poveri

Maria Dolores Romero Algarín nacque a Siviglia il 6 ottobre 1916 e rimase presto orfana. Fin da giovane si dedicò ad attività caritative, specialmente a favore dei bambini e dei lavoratori più poveri. Dopo un’esperienza affettiva significativa, interpretò alcuni eventi come una chiamata alla vita consacrata.

Entrò nel 1938 nelle Ancelle del Divin Cuore, assumendo il nome di Maria di Betlemme del Cuore di Gesù. Fu insegnante e responsabile di collegi in Spagna, maturando anche una forte vocazione missionaria. Nel 1953 partì per il Brasile, dove fondò e guidò una missione a Dianópolis, dedicandosi ai poveri e agli ammalati. Successivamente operò a Rio de Janeiro, promuovendo opere sociali e formative, tra cui l’assistenza ai carcerati e la fondazione di associazioni caritative. Colpita da una grave malattia, visse anche profonde prove spirituali. Morì il 12 novembre 1977. La sua vita di servizio missionario è oggi riconosciuta come esemplare.

Giuseppe Castagnetti, sindaco e padre esemplare

GiGiuseppe Castagnetti nacque il 15 marzo 1909 a Montebaranzone, in provincia di Modena, in una famiglia profondamente cristiana. Formatosi nell’Azione Cattolica, ebbe un forte legame spirituale con Padre Pio. Fin da giovane lavorò in un caseificio, assumendone la gestione nel 1928.

Sposato nel 1939 con Giovannina Seghedoni, ebbe dodici figli, che educò con grande impegno soprattutto quando la moglie si ammalò gravemente. Dopo la Seconda guerra mondiale fu eletto sindaco di Prignano sulla Secchia, dedicandosi con passione alla ricostruzione e al sostegno dei più deboli. Promosse opere pubbliche fondamentali, come infrastrutture, edilizia popolare e servizi sanitari gratuiti. Nel 1954 fu nominato Cavaliere della Repubblica. Terminato il mandato, visse anni difficili segnati da umiliazioni e marginalizzazione, che affrontò con spirito cristiano, perdonando tutti. Morì il 22 giugno 1965. La sua testimonianza di laico impegnato nella famiglia e nella vita pubblica rappresenta un modello attuale di santità nel quotidiano.