Il 25 luglio la Chiesa celebra san Giacomo il Maggiore, uno dei dodici apostoli di Gesù e il primo a dare la vita per il Vangelo. È il patrono dei pellegrini, dei viandanti, dei cavalieri e dei soldati, ma il suo nome è legato soprattutto a Santiago de Compostela, meta di uno dei pellegrinaggi del mondo cristiano. Ogni anno centinaia di migliaia di persone, di tutte le età, fedi e nazionalità, percorrono il Cammino di Santiago

, spinte dalla fede, dalla ricerca interiore o dal desiderio di mettersi in cammino verso una meta che è anche spirituale.

Jusepe de Ribera, San Giacomo il Maggiore, olio su tela, 1634 circa.
Jusepe de Ribera, San Giacomo il Maggiore, olio su tela, 1634 circa.

Jusepe de Ribera, San Giacomo il Maggiore, olio su tela, 1634 circa.

Il pescatore chiamato da Gesù

Giacomo è detto “Maggiore” per distinguerlo dall'altro apostolo omonimo, Giacomo di Alfeo. Nato a Betsaida, sulle rive del lago di Tiberiade, era figlio del pescatore Zebedeo e fratello di Giovanni evangelista. Mentre lavorava con il padre a riassettare le reti, fu chiamato da Gesù insieme al fratello. Lasciò immediatamente la barca e lo seguì.

Insieme a Pietro e Giovanni formò il gruppo più vicino al Maestro. Fu testimone di alcuni dei momenti più importanti della vita di Cristo: la risurrezione della figlia di Giairo, la Trasfigurazione sul monte Tabor e la preghiera nell'orto del Getsemani prima della Passione. Gesù soprannominò lui e Giovanni Boanerghes, cioè "figli del tuono", a indicarne il temperamento impetuoso.

Il primo degli apostoli a morire martire

Il Vangelo racconta anche l'ambizione dei due fratelli, quando, attraverso la madre Salome, chiedono a Gesù i primi posti nel suo Regno. Il Maestro risponde indicando loro un'altra strada: quella del servizio e del dono della vita. Quelle parole si compiranno presto. Intorno all'anno 42, il re Erode Agrippa I ordinò la sua decapitazione. San Giacomo divenne così il primo degli apostoli a ricevere la corona del martirio, come narrano gli Atti degli Apostoli. È l'ultima notizia certa che il Nuovo Testamento ci consegna sulla sua vita.

Il complesso della Cattedrale di Santiago de Compostela
Il complesso della Cattedrale di Santiago de Compostela

Il complesso della Cattedrale di Santiago de Compostela

Da Gerusalemme alla Galizia

Da quel momento la storia lascia spazio alla tradizione. Secondo un'antica devozione, dopo il martirio alcuni discepoli avrebbero trasportato il corpo dell'apostolo fino alle coste della Galizia, nel nord-ovest della Spagna.

La tradizione racconta che il suo sepolcro fu ritrovato all'inizio del IX secolo grazie a una misteriosa luce osservata dall'eremita Pelagio. Il vescovo Teodomiro riconobbe quel luogo come la tomba dell'apostolo. Da qui nacque il nome Compostela, tradizionalmente collegato all'espressione latina campus stellae, “campo della stella"", mentre Santiago deriva da Sancti Iacobi, cioè San Giacomo.

La nascita del grande pellegrinaggio

La scoperta della tomba trasformò rapidamente Compostela in uno dei grandi santuari della cristianità medievale, insieme a Roma e Gerusalemme. Nel 1075 iniziò la costruzione della maestosa cattedrale che ancora oggi custodisce, secondo la tradizione, le reliquie dell'apostolo. Fin dal X secolo migliaia di pellegrini attraversavano l'Europa per raggiungere la Galizia. Quel flusso non si è mai interrotto e continua ancora oggi, facendo del Cammino di Santiago uno degli itinerari spirituali più frequentati al mondo.

Il Cammino che parla anche agli uomini di oggi

Oggi il Cammino di Santiago non è soltanto un'esperienza religiosa. Lo percorrono credenti e non credenti, giovani e anziani, famiglie e persone sole. C'è chi parte per sciogliere un nodo della propria vita, chi per ringraziare, chi semplicemente per ritrovare il silenzio in un tempo dominato dalla fretta.

I simboli del pellegrino compostelano raccontano ancora questo viaggio: il bastone, il cappello, la bisaccia e soprattutto la conchiglia, segno universale di chi è diretto verso Santiago. San Giacomo continua così a essere il compagno di strada di milioni di persone che, passo dopo passo, scoprono che il pellegrinaggio non conduce soltanto a una cattedrale, ma anche dentro se stessi.

Patrono dei pellegrini

La Chiesa venera san Giacomo come patrono dei pellegrini, dei viandanti, dei cavalieri e dei soldati. La sua memoria ricorda che la fede cristiana è anzitutto un cammino: non un punto d'arrivo, ma una strada da percorrere ogni giorno, lasciandosi guidare dal Vangelo, proprio come fece quel pescatore della Galilea che, chiamato da Gesù sulle rive del lago, ebbe il coraggio di lasciare tutto per seguirlo.