Ger 7, 23-28; Sal.94; Lc 11, 14-23.

Ruperto fu il primo vescovo di Salisburgo. Nato da una famiglia di nobili origini, ricevette a Worms una formazione monastica di stampo irlandese. Verso l’anno 700, come i suoi maestri si sentì spinto alla predicazione itinerante e si recò in Baviera, a Regensburg e Lorch, dove la popolazione, pur avendo abbracciato il cristianesimo, aveva ancora bisogno di approfondire la fede e la vita cristiana. Con l’appoggio del conte Theodo fondò presso le sponde del lago Waller la prima sede episcopale e vi costruì una chiesa in onore di S. Pietro, l’odierna Seekirchen nell’Austria superiore. Ma il luogo non si rivelò adatto per la fondazione di un monastero episcopale e il conte donò a Ruperto una proprietà presso Salisburgo, dove sorgeva l’antica città romana di Juvavum. Qui il santo fondò il monastero di S. Pietro, il più antico di tutta l’Austria e insieme a una dozzina di compagni, tra cui soprattutto Cunialdo e Gislaro, si dedicò alla evangelizzazione e alla civilizzazione del territorio; accanto a quella maschile, fondò l’abbazia femminile benedettina di Nonnberg, destinandole come badessa la nipote Erentrude. Queste due comunità religiose furono fonte di irradiazione di vita cristiana per tutta la regione. E attorno ad esse la nuova Salisburgo. Ruperto si diresse poi verso la regione al sud dell’Inn e del Salzach predicando, fondando chiese e assegnandovi dei sacerdoti. La data della sua morte, non del tutto certa, è comunemente indicata al 27 marzo del 718. Venne sepolto nel coro del monastero di S. Pietro e uno dei suoi primi successori, il vescovo S. Virgilio, ne trasferì le reliquie, insieme a quelle di Cunialdo e Gislaro, nella cattedrale da lui costruita. La traslazione, secondo la prassi di allora, fu ritenuta una vera canonizzazione, tanto che alla sua memoria furono erette, lungo i secoli, non meno di 125 chiese. S. Ruperto è raffigurato con in mano una botticella piena di sale (Salisburgo deve il suo nome alle miniere di salgemma di cui è ricca).

  

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