Dt 26, 4-10; Sal 90; Rm 10, 8-13; Lc 4, 1-13.
Nata a Roma agli inizi del 1384, a 11 anni trasformò la sua vita in una preghiera continua mentre Dio la favoriva di straordinari carismi. Voleva consacrarsi al Signore, avendo cominciato presto a frequentare la basilica di Santa Maria Nova retta dai benedettini Olivetani, ma il padre la obbligò a sposare, a soli 12 anni, il nobile Lorenzo Ponziani, dal quale ebbe tre figli. La Chiesa stava allora attraversando uno dei periodi più tremendi della sua storia, quello dello Scisma d’Occidente. Roma era semidistrutta, e il re di Napoli Ladislao di Durazzo la mise ripetutamente a ferro e fuoco durante la guerra tra Papa e antipapi. La famiglia Ponziani lottava in difesa del Pontefice romano e per questo Lorenzo fu gravemente ferito, rimanendo infermo finché visse, il figlio Battista preso in ostaggio, la casa saccheggiata e i beni confiscati. La città era in preda alla carestia e Francesca distribuì ai poveri il frumento dei suoi granai e il vino delle sue cantine e arrivò mendicare per poterli soccorrere; prestava poi assistenza ai malati negli ospedali di S. Cecilia, di S. Spirito, e soprattutto di Santa Maria in Cappella presso casa sua. Il 15 agosto 1425 fondò in Santa Maria Nuova le Oblate di Monte Oliveto che inizialmente vivevano nella propria famiglia, dedicandosi alla preghiera e alle opere di carità e nel 1433 si riunirono nel monastero di Tor de’Specchi, ai piedi del Campidoglio, dove tre anni dopo le raggiunse Francesca in seguito alla morte del marito. La vita della santa è un tessuto di straordinarie visioni, molto spesso profetiche, rivelazioni, estasi e attacchi del demonio. Il suo confessore trascrisse le narrazioni delle sue esperienze mistiche nell’idioma popolare di allora. Francesca morì il 9 marzo 1440. Fu canonizzata il 29 maggio 1608 da Paolo V e quel giorno il Senato, con decisione unanime, la dichiarò patrona di Roma e le impose il nome di “Romana” al posto del cognome Ponziani.. Inoltre, poiché in vita aveva avuto il dono di vedere sempre accanto a sé l’angelo custode, nel 1925 Pio XI la designò come patrona degli automobilisti.




