Era figlia di semplici contadini, nata a Domremy, in Lorena, il 6 gennaio 1412 e verso i tredici anni cominciò ad avere delle apparizioni. Un giorno san Michele, santa Caterina e santa Margherita le comunicarono «da parte del Re del Cielo» quella che sarebbe stata la sua missione: liberare il regno di Francia, in gran parte occupato dagli inglesi e dai borgognoni, e farne consacrare il legittimo sovrano. All’inizio del 1428, Giovanna convince il capitano di Vaucouleurs, una delle piazzeforti in mano francese, a darle una scorta per parlare col re. Costui la riceve e, dopo averla fatta esaminare da prelati rimastigli fedeli, le dà via libera e Giovanna, a capo di un esercito, vestita da guerriero con una bandiera bianca , l’immagine di Cristo in trono tra gli angeli con la scritta “Gesù-Maria!”, il 29 aprile entra ad Orléans liberandola dall’assedio, poi sbaraglia i nemici a Patay, quindi fa incoronare il Delfino Carlo VII nella cattedrale di Reims. Ella avrebbe voluto dare il colpo risolutivo all’azione militare, ma ne fu impedita dall’azione politica della corte, e in tal modo i nemici si rafforzarono. Costretta al riposo dopo essere stata ferita, si mosse nella primavera del 1430 per liberare Compiègne assediata dai borgognoni, ma durante una sortita fu fatta prigioniera e poi abbandonata agli inglesi dietro pagamento di diecimila scudi ad Arras. Imprigionata nel castello di Rouen, gli inglesi le intentarono un processo per eresia, dopo averla rinchiusa in una gabbia di ferro coi piedi incatenasti. Senza difensori, accusata di magia, di false visioni e di non aver deposto gli abiti maschili come simbolo di sottomissione alla Chiesa, il 30 maggio 1431 fu condannata ad essere bruciata viva nella piazza del Mercato Vecchio. Il papa Callisto III ordinò l’apertura del processo di riabilitazione che si concluse il 7 luglio 1455. Giovanna fu però beatificata solo nel 1909 e canonizzata il 9 maggio 1920. Pio XII nel 1944 la proclamò patrona della Francia.




