Marcellina era la sorella maggiore di san Satiro e di sant’Ambrogio, che furono da lei educati. Nacque probabilmente verso l’anno 330 a Treviri, dove il padre si trovava in qualità di alto funzionario imperiale (probabilmente Prefetto del Pretorio). Lo stesso Ambrogio ci fa sapere che la sorella ricevette il velo della consacrazione verginale dalle mani di papa Liberio, nella basilica di S. Pietro nel giorno di Natale di un anno che pare essere il 353. Nel suo trattato De Virginibus, scritto dietro sua richiesta e a lei dedicato, il santo riporta anche il testo del discorso pronunciato dal pontefice per l’occasione. La santa seguì poi i fratelli a Milano diventandone preziosa collaboratrice. Sopravvisse ad Ambrogio, morendo il 17 luglio di un anno imprecisato, comunque attorno al 400. Un’antica Vita di Marcellina afferma che sarebbe mancata ai tempi in cui a Milano era vescovo san Simpliciano (dal 397 al 401), il quale sarebbe l’autore dell’iscrizione sepolcrale nella cripta della basilica di S. Ambrogio, dove venne tumulata presso la tomba del fratello. Nel 1722 i suoi resti furono traslati nell’apposita cappella eretta in suo onore nella stessa basilica dalla pietà dei fedeli milanesi. Si conoscono anche tre lettere indirizzate da Ambrogio alla sorella e riguardanti il suo conflitto con Giustina, la madre dell’imperatore Valentiniano II, che era favorevole agli ariani, il ritrovamento dei corpi dei santi Gervasio e Protasio, e la questione della sinagoga di Callinico, che era stata distrutta dai cristiani e che l’imperatore Teodosio aveva ordinato che fosse ricostruita a spese del vescovo. Ed ora una nota di attualità: nel 1838 in onore della santa mons. Luigi Biraghi, direttore spirituale del Seminario maggiore di Milano e successivamente Dottore della Biblioteca Ambrosiana, fondò a Cernusco sul Naviglio, con l’aiuto di suor Marina Videmari, l’istituto religioso delle “Marcelline” per l’educazione della gioventù femminile.