L'11 ottobre la Chiesa ricorda San Giovanni XXIII. Una data che non è casuale: è il giorno in cui, nel 1962, Angelo Roncalli aprì il Concilio Vaticano II con il discorso Gaudet Mater Ecclesia nella Basilica di San Pietro. Quella stessa sera, affacciandosi alla finestra di Piazza San Pietro, pronunciò il celebre "Discorso alla Luna", una carezza in mondovisione rivolta ai fedeli e ai bambini.

Nato a Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, il 25 novembre 1881 in una famiglia di contadini, Roncalli fu eletto papa il 28 ottobre 1958, a 77 anni, giudicato da molti un pontefice di transizione. Il suo pontificato, durato meno di cinque anni, segnò invece una svolta decisiva: convocò il Concilio, scrisse la Pacem in Terris e si fece promotore di una Chiesa più vicina al popolo. Morì il 3 giugno 1963, vegliato da moltitudini che avevano riconosciuto in lui un cuore di pastore.

È stato canonizzato da Papa Francesco il 27 aprile 2014, insieme con Giovanni Paolo II. La memoria liturgica dell'11 ottobre, fissata dal giorno della beatificazione, cade nel 64° anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II. A Sotto il Monte, il Santuario a lui dedicato celebra quest'anno tre giorni di iniziative all'insegna del Concilio e della pace, con la posa della prima pietra del progetto Pietre di Pace, proveniente dall'Episcopio di Assisi.

Uomo di speranza, capace di cogliere i segni dei tempi. Giovanni XXIII resta nella memoria collettiva come il "Papa buono", il pontefice che seppe parlare al mondo con semplicità e coraggio, ricordando che «è più efficace la medicina della condanna».