Papa Leone XIV ha nominato monsignor Vittorio Francesco Viola vicario generale per la Città del Vaticano, arciprete della basilica papale e presidente della Fabbrica di San Pietro. Succede al cardinale Mauro Gambetti che il Pontefice ha destinato, rendendolo noto una settimana fa, alla diocesi di Chieti-Vasto.

La scelta di Prevost è caduta ancora sulla famiglia francescana. Monsignor Viola, infatti, dal maggio 2021 segretario del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, appartiene all'Ordine dei frati minori, mentre il suo predecessore a quello dei conventuali. Sessantuno anni, Viola arriva da un percorso profondamente liturgico: prima di essere segretario del Dicastero era stato vescovo di Tortona, dal 2014 al 2021, e, prima ancora, aveva compiuto la formazione ad Assisi tra l'Istituto teologico e il Pontificio Istituto liturgico Sant'Anselmo, dove aveva conseguito il dottorato nel 2000. Un uomo di studio e di governo, dunque, con una competenza specifica che ora si troverà a esercitare in uno dei luoghi più delicati e simbolici della cristianità.
Monsignor Viola eredita una Fabbrica e un Capitolo in un momento particolare: l'avvicendamento coincide con le celebrazioni per i quattrocento anni della dedicazione della Basilica, che avranno il loro culmine il 18 novembre.

La nomina di un liturgista di formazione e di un francescano di origine assisiate proprio mentre la Chiesa universale ricorda la dedicazione del tempio petrino suggerisce che il Papa voglia mantenere una continuità con il predecessore, dando, però, un accento diverso per tenere insieme, in modo ancora più sostanziale, la cura del rito e la gestione della complessa macchina vaticana.