Gen 4, 1-15.25; Sal.49; Mc 8, 11-13.
Il Martirologio Romano commemora singolarmente i cosiddetti sette fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria nel dies natalis di ciascuno di essi. Il permesso di rendere loro un culto collettivo fu concesso da Leone XIII nel 1888, anno della loro tardiva canonizzazione. Inizialmente venne loro assegnato l’11 febbraio, giorno che nel 1304 aveva visto l’approvazione definitiva dell’Ordine. La coincidenza con le apparizioni di Lourdes fece spostare la celebrazione al 17, data in cui, nel 1310, morì per ultimo, ultracentenario, il più conosciuto dei sette Fondatori, Alessio Falconieri. Un breve cenno storico: nel periodo della lotta fra l’imperatore Federico II e il papato, un gruppo di sette mercanti devoti della Vergine, legati tra loro dall’ideale evangelico della comunione fraterna e del servizio ai poveri e agli ammalati, si erano ritirati in solitudine a Cafaggio, fuori Firenze, indossando l’abito consueto dei penitenti. Ma temendo un ritorno forzato alle proprie case, per volontà dei capi ghibellini, su consiglio del vescovo Ardingo costruirono un oratorio dedicato a Santa Maria sul monte Senario, dove molti salivano per attingere luce e conforto. Di essi conosciamo i nomi: Bonfiglio, Bonagiunta, Manetto, Sostegno, Amadio, Uguccione e Alessio. Ai sette si aggiungerà poi san Filippo Benizi , che sarà il quinto generale dell’Ordine. Radicale fu il loro impegno di povertà col quale, il 7 ottobre 1251, il Bonfiglio e altri diciannove frati promisero di non entrare mai in possesso di alcun bene. In seguito, mantenendo il nome di Servi di Santa Maria, decisero di iniziare un ordine ispirato al genere di vita istituito dagli Apostoli, adottando la regola di sant’Agostino e alcuni statuti particolari. A Monte Senario un solo sepolcro raccoglie insieme, anche dopo morte, quelli che la vita aveva reso una cosa sola. La loro spiritualità fu efficacemente commentata dal poeta fra David Maria Turoldo, il Servita più celebre del Novecento.



