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Il Papa a pranzo con i poveri lo scorso 16 novembre per il Giubileo
Natale, tempo di ascolto e di cura. È questo il cuore del nuovo numero di Piazza San Pietro, il mensile diretto da padre Enzo Fortunato, che dedica l’edizione di dicembre al mistero della Notte Santa vissuto nel mondo di oggi. Un Natale raccontato tra dono e consumo, ma sempre con lo sguardo rivolto ai poveri e alla costruzione della pace, ricordando le parole forti di Papa Leone XIV: «Dio non vuole guerra e violenza».
Ad aprire il numero è una lettera toccante firmata da Antonio, psicologo quarantenne di Pagani, in provincia di Salerno. Una vita, la sua, spesa accanto ai più fragili, sulle orme di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e di San Francesco. Nel suo messaggio al Papa confida il lavoro quotidiano accanto ai giovani e alle famiglie, spesso schiacciati – racconta – da turbamenti, paure e da una ricerca spasmodica di approvazione che nasconde insicurezza e solitudine. Antonio osserva un tempo in cui «sbagliare sembra un delitto e non riuscire un fallimento totale», ma riconosce anche una generazione assetata di Dio: «un bisogno per chi crede, una speranza per chi non crede».
E in mezzo a tanta stanchezza, indica nei nonni coloro che custodiscono “l’elogio dell’imperfezione” e ricordano a tutti il valore unico di ciascuno. Da qui la sua richiesta al Pontefice: una parola capace di «attraversare il cuore» dei tanti giovani che accompagna ogni giorno.
La risposta del Papa
Leone XIV, nel suo primo Natale come successore di Pietro, risponde ad Antonio affrontando tre temi centrali. Anzitutto, il valore insostituibile della testimonianza cristiana: semplice, autentica, radicata nella preghiera e nella vita comunitaria. È questa, afferma il Papa, la strada più efficace per aiutare i giovani a incontrare Cristo e a scoprire la bellezza di sentirsi «continuamente amati da Dio».
Il Pontefice invita poi a vivere il Natale nella sobrietà e nella carità: «Evitiamo lo shopping dopante», scrive con parole incisive, perché i doni non diventino oggetti da collezionare, ma segni di speranza. E propone un gesto concreto, capace di ridare senso alla festa: «Invitiamo alla cena di Natale una famiglia povera, o anche solo una persona sola». La povertà materiale ed esistenziale resta, ricorda, «un’urgenza non rinviabile», come ribadito anche nell’Esortazione apostolica Dilexi te.
Newman, faro per i giovani
Infine, Papa Leone XIV indica ai giovani l’esempio luminoso di San John Henry Newman, da poco proclamato Dottore della Chiesa. Maestro del dialogo e dell’educazione, Newman, sottolinea il Papa, può aiutare a dissipare «l’oscurità del nichilismo» e a porre le basi per una vera «civiltà di pace».
Il Papa conclude assicurando la sua preghiera per Antonio e incoraggiandolo a non scoraggiarsi nella sua missione educativa. Ai lettori di Piazza San Pietro, infine, rivolge un augurio colmo di speranza per un Natale vissuto nella luce del Vangelo.
La copertina del numero di dicembre è dedicata ai bambini, con un richiamo speciale al pensiero del Pontefice per i più piccoli, dopo l’annuncio, lo scorso 19 novembre, della seconda Giornata Mondiale dei Bambini, che si terrà a Roma dal 25 al 27 settembre 2026.




