Un messaggio breve, ma importante. Papa Leone invia un saluto video ai partecipanti all'Assemblea plenaria della Federazione delle Conferenze Episcopali Asiatiche a Giacarta, sottolineando la centralità dell’Eucarestia come fonte di unità.

«Mentre vi riunite per discutere le importanti questioni che riguardano la vita e il futuro della Chiesa cattolica in Asia, vi assicuro la mia vicinanza spirituale, pregando che lo Spirito Santo ispiri e guidi il vostro tempo insieme», dice il Pontefice. E aggiunge: «Il tema scelto per la vostra Assemblea plenaria è tratto dalle parole di Gesù a Natanaele: “Vedrete cose più grandi”. Nel chiamare Filippo e Natanaele a seguirlo e a diventare suoi discepoli, il Signore si riferisce a se stesso come all'unico mediatore tra Dio e gli uomini. Come suoi discepoli oggi, sappiamo che Gesù non è solo la fonte della nostra comunione con Dio, ma anche della comunione tra di noi. In effetti, nell'Enciclica Magnifica Humanitas pubblicata di recente, ho scritto che la solidarietà cristiana trova la sua fonte nel mistero di Cristo e scaturisce dalla nostra comunione nei sacramenti, in particolare nell'Eucaristia. Per questo, desidero incoraggiarvi a continuare a promuovere una spiritualità eucaristica nelle vostre Chiese locali, cioè una spiritualità di unità ecclesiale fondata sulla carità che scaturisce dal dono del Signore nell'Eucaristia. In questo modo, spero che i legami di comunione all'interno e tra le Chiese locali si rafforzino e diventino un segno sempre più grande della presenza di Dio nei vostri vari Paesi, il che a sua volta vi aiuterà a essere costruttori di ponti insieme in tutta l'Asia».

In un continente caratterizzato da una straordinaria diversità di culture, lingue, religioni e situazioni politiche, richiamare l'Eucaristia come «fonte della comunione» significa allora cercare una unità che non è costruita solo su accordi umani, ma ricevuta come dono.
La Chiesa in Asia è quella che, nel mondo, cresce più rapidamente in termini di vocazioni, presenze e vitalità pastorale, ma è anche una comunità che vive le sfide più complesse: dalla presenza di regimi autoritari (Cina, Vietnam, Myanmar) alla convivenza con religioni maggioritarie (induismo, islam, buddismo), passando per le povertà e le disuguaglianze economiche. Il Papa invita a non guardare con timore a queste sfide, ma a vedere in esse il luogo in cui Dio può operare «cose più grandi». È un invito alla speranza e al coraggio profetico. Perché la Chiesa, in un Continente segnato da conflitti etnici, religiosi e territoriali (pensiamo al Kashmir, alla divisione tra Corea del Nord e Sud, alla tensione tra Cina e Taiwan, al conflitto israelo-palestinese che coinvolge anche le comunità cristiane asiatiche), i vescovi sono chiamati a un ruolo di mediazione e dialogo. Non si tratta di un'azione politica diretta, ma di una presenza evangelica che crea spazi di incontro, che ascolta, che cerca il bene comune al di là delle appartenenze.