«La pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona». Papa Leone lo scrive a chiare lettere sul social X, mentre negli Stati Uniti dilaga la polemica per la decisione delle autorità statunitensi di trasmettere in diretta streaming l'esecuzione del condannato per omicidio Nidal Hasan. La prima esecuzione pubblica dopo cento anni. «Il bene comune», continua il Pontefice, «può essere tutelato e i requisiti della giustizia possono essere salvaguardati senza ricorrere alla pena capitale: sono stati messi a punto sistemi di detenzione efficaci, che proteggono i cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono completamente ai colpevoli la possibilità di redimersi. #NoDeathPenalty».

Intanto, mentre il vice di Trump, D.J.Vance, dichiara che non si collegherà per guardare la fucilazione trasmessa in diretta. Intanto tuonano i vescovi americani: «Il nostro Dio è il Dio della vita: in nessun modo le azioni di Hassan possono essere giustificate, ma questa decisione è una promozione barbara di una cultura di morte e deve essere riconsiderata», ha dichiarato l'arcivescovo Paul Stagg Coakley, mentre il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin ha ribadito che «non è accettabile la spettacolarizzazione della morte». Le Nazioni Unite hanno definito la diretta streaming per una esecuzione capitale «una forma di tortura».