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Leone XIV con i capitani reggenti di San Marino Alice Mina e Vladimiro Selva saluta la folla dal balcone del Palazzo Pubblico.
Papa Leone XIV è arrivato in elicottero a San Marino, prima tappa di una giornata che lo porterà anche a Rimini. Ad accoglierlo nella Repubblica del Titano sono stati i Capitani Reggenti, Alice Mina e Vladimiro Selva.
Il Pontefice è accompagnato da una delegazione vaticana di massimo livello: il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, il Sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Paolo Rudelli, e il Segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Paul Richard Gallagher. Una presenza che sottolinea anche il carattere istituzionale e internazionale della visita.
Uno dei momenti destinati a entrare nella storia di San Marino sarà l’affaccio di Leone XIV dal balcone centrale di Palazzo Pubblico per il saluto e la benedizione ai fedeli riuniti in Piazza della Libertà. È la prima volta che un Pontefice si affaccia da quel balcone, normalmente riservato ai Capitani Reggenti. Negli ultimi decenni neppure altri Capi di Stato in visita nella Repubblica hanno avuto questa possibilità.


«L’incontro con il Papa sarà il più grande spettacolo dopo il Big Bang», ha detto a San Marino Rtv il vescovo di San Marino-Montefeltro, monsignor Domenico Beneventi, prendendo in prestito le parole di una celebre canzone di Jovanotti.
Dopo San Marino, Leone XIV ripartirà alle 12.45 dall’Aviosuperficie di Torraccia per recarsi in visita strettamente privata alla comunità del Monastero Sant'Antonio da Padova delle Monache Agostiniane a Pennabilli. Nel pomeriggio raggiungerà Rimini, dove la sua visita è attesa da mesi. Il Papa sarà al Meeting per l’amicizia fra i popoli, quindi incontrerà nella Cattedrale alcune persone fragili e, alle 18.30, presiederà la Messa a piazzale Boscovich, sulla spiaggia. Sono attese circa 25 mila persone.
È la prima visita di un Pontefice a Rimini dopo quella di Giovanni Paolo II, avvenuta 44 anni fa. Per l’organizzazione sono mobilitati oltre 600 volontari provenienti dalle parrocchie della diocesi e da altre diocesi italiane.
«Quello che stiamo vivendo è molto più di un grande evento da organizzare: è un’esperienza di Chiesa», ha sottolineato il vescovo di Rimini, monsignor Nicolò Anselmi. «I volontari saranno il primo volto che molti incontreranno: attraverso il loro sorriso, la loro disponibilità e la loro attenzione, tutta la nostra comunità accoglierà il Papa».


Tra i doni che la diocesi offrirà a Leone XIV ci sarà una copia anastatica del Codice Gradenighiano, manoscritto trecentesco della Divina Commedia conservato alla Biblioteca Gambalunga e impreziosito da 24 miniature. Sarà consegnata al Papa anche una scatola contenente lettere e testimonianze di malati e famiglie, realizzata dai detenuti della Casa circondariale di Rimini.
Alla celebrazione parteciperanno 354 sacerdoti e diaconi, che indosseranno stole stampate a mano da una storica azienda romagnola e ispirate ai mosaici del Mausoleo di Galla Placidia di Ravenna. Leone XIV lascerà invece alla diocesi un calice destinato alle celebrazioni liturgiche.
«Papa Leone viene a confermarci nella fede e a ricordarci che non siamo soli, che apparteniamo a una Chiesa universale», ha spiegato ancora il vescovo Anselmi. L’auspicio è che la giornata, oltre alla grande partecipazione popolare, sia vissuta soprattutto «con semplicità, preghiera, gioia e fraternità».




