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Papa Leone XIV con il Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede il cardinale Victor Fernandez
Tra i documenti importanti ricorda la la Dichiarazione Dignitas infinita. Papa Leone lascia da parte le polemiche che, da parte dei cattolici integralisti avevano accompagnato la pubblicazione del testo e sottolinea invece che essa «ha ribadito l’infinita dignità di ogni essere umano, oggi gravemente messa in pericolo, in particolare dalle guerre in corso e da un’economia che mette al primo posto il profitto». Ricevendo in udienza i partecipanti alla Sessione Plenaria del Dicastero per la Dottrina della Fede, il Pontefice ricorda anche «le Norme per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali (17 maggio 2024), che hanno consentito di risolvere casi relativi a tali eventi, tra i quali quello attinente all’esperienza spirituale di Medjugorje, a cui è stata specificatamente dedicata la Nota La Regina della Pace (19 settembre 2024); la Nota Antiqua et nova, elaborata in collaborazione con il Dicastero per la Cultura e l’Educazione (28 gennaio 2025), che offre un’ampia e precisa considerazione del rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana; la Nota dottrinale Mater Populi fidelis, su alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria all’opera della salvezza (4 novembre 2025), che incoraggia la devozione popolare mariana, approfondendone i fondamenti biblici e teologici, e al contempo offre precisi e importanti chiarimenti per la mariologia; infine la Nota dottrinale Una caro. Elogio della monogamia, sul valore del Matrimonio come unione esclusiva e appartenenza reciproca (25 novembre 2025), che approfondisce in modo originale la proprietà dell’unità del Matrimonio tra un uomo e una donna».


Il lavoro del Dicastero, chiarisce, è fondamentale per «i molti nuovi fenomeni che si affacciano sulla scena della storia. Dà inoltre preziosi orientamenti ai Vescovi per l’esercizio della loro azione pastorale, come pure ai teologi, nel loro servizio di studio e di evangelizzazione. Apprezzo, in particolare, che in questa “Plenaria” abbiate avviato una proficua discussione sul tema della trasmissione della fede, argomento di grande urgenza nel nostro tempo». Aumenta, infatti, denuncia il Pontefice «il numero di coloro che non avvertono più il Vangelo come una risorsa fondamentale per la propria esistenza, specialmente tra le nuove generazioni. Non sono pochi, in verità, i giovani e le giovani che vivono senza più alcun riferimento a Dio e alla Chiesa e, se da una parte questo provoca dolore in noi credenti, dall’altra deve portarci a riscoprire la “dolce e confortante gioia dell’evangelizzare”, che è al cuore stesso della vita e della missione della Sposa di Cristo». Per questo bisogna essere una Chiesa missionaria «che annuncia il Vangelo, soprattutto attraverso la forza dell’attrazione, come più volte hanno ribadito i miei predecessori Benedetto XVI e Francesco».
Una raccomandazione particolare poi, arrivata sul tema degli abusi. Il Papa ha chiesto di «accogliere e accompagnare, con ogni benevolenza e giudizio, i Vescovi e i Superiori Generali chiamati a trattare casi di delitti riservati al Dicastero. È un ambito di ministero molto delicato, in cui è fondamentale fare in modo che vengano sempre onorate e rispettate le esigenze della giustizia, della verità e della carità».



