Risponde al calore della folla con un sonante «Viva Napoli». Ma prima di congedarsi dalla città papa Leone la affida alla Madonna con la preghiera composta dal cardinale Domenico Battaglia e recitata da due giovani davanti alla statua dell’Immacolata Concezione alla presenza del Pontefice.

Ecco il testo integrale

Madre nostra, Maria, Donna del cammino e volto di tenerezza, ci accostiamo a te con il cuore di questa città, fatto di sogni feriti e di speranza ostinata.

A te, Maria, affidiamo la nostra Napoli:

la bellezza dei suoi vicoli e la fatica di chi non ce la fa,

il grido di chi cerca dignità e il silenzio di chi ha paura.

Ti consegniamo le mani dei nostri giovani,

perché siano costruttori di un futuro che profuma di giustizia.

Tu che hai conosciuto l'esilio e l'attesa, resta accanto a chi vive nelle periferie dell'esistenza, a chi non ha voce, a chi lotta contro l’illegalità con la sola forza di un cuore onesto.

Insegnaci l’audacia della cura e il coraggio della prossimità.

Aiutaci a non girare lo sguardo dall'altra parte,

a trasformare le lacrime in impegno e le pietre dello scarto in fondamenta di fraternità.

Sotto il tuo manto, o Madre, mettiamo le nostre fragilità: fanne feritoie di luce.

Ti affidiamo questa terra, Maria.

Te la consegniamo come una madre consegna il figlio difficile alla speranza.

Ti affidiamo la Napoli dei quartieri, dove il caffè sa di fratellanza e il pane si divide ancora; ma anche la Napoli delle periferie, dove il buio sembra mangiarsi il futuro e il grido di chi non ha voce rompe il silenzio dei giusti.

Metti il tuo manto sulle anime diverse di questa città e dell’intera diocesi:

sui giovani che sognano di restare e su quelli che hanno la valigia in mano;

sugli anziani che sono memoria viva nei bassi

e sui bambini che giocano tra le crepe dei palazzi, perché i loro occhi non smettano mai di cercare il mare.

Ti affidiamo le mani oneste di chi fatica e le mani stanche di chi ha sbagliato, perché nessuno è perduto se trova uno sguardo che lo accoglie.

Dona a questa città il coraggio della scelta,

la forza di rialzarsi ogni volta che cade,

la dignità di non piegare la schiena davanti al male.

Facci Chiesa di strada, Maria.

Insegnaci a non passare oltre, a farci "prossimo" di ogni solitudine.

Trasforma le nostre paure in coraggio e le nostre rassegnazioni in passione civile.

Sotto il tuo sguardo, questa Napoli "mille colori" diventi finalmente un’unica tavola dove nessuno è escluso,

dove la speranza non è un'attesa vana, ma un cantiere aperto.

Fa’ che Napoli sia sempre più una città che accoglie,

che rialza chi cade e che non smette mai di sognare il tempo della pace e della festa.

Sii tu, Madre, il nostro porto e il nostro cammino.

Amen