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Gv 15,9-17 - San Mattia, Apostolo – Festa
Amare ha come sintomo la gioia. È questa la chiave per comprendere il comandamento che Gesù ci consegna nel Vangelo di oggi: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi», e poco dopo aggiunge: «perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena». L’amore, dunque, non è solo un dovere, ma una sorgente di gioia. Gesù sembra dirci: se ami davvero, come io ho amato, scoprirai che questo riempie la vita.
Questo, però, non significa che l’amore sia qualcosa di facile o di ingenuo. L’amore autentico conosce la fatica, conosce il sacrificio, conosce anche il dolore. Gesù lo dimostra nella maniera più radicale, salendo sulla croce. A volte l’amore è a forma di croce per tanti motivi diversi. Eppure, anche dentro questa fatica, c’è qualcosa di diverso: quando si ama veramente, anche il sacrificio porta con sé una gioia profonda. Non una gioia superficiale, ma una pace interiore, una pienezza che nasce proprio dal dono.
Ma tutto ciò lo sperimentano le persone che non usano l’amore per riempire i propri vuoti, ma che scelgono la stessa modalità di Cristo: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”. Chi vive così scopre che l’amore non impoverisce, ma arricchisce ma solo perché un amore così non è solo materia nostra ma è Dio stesso all’opera in noi. Chi ama così, ama da Dio ed è proprio Lui a fare la differenza.
Giovedì 14 maggio 2026 – (San Mattia, Apostolo – Festa)





