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Mt 10,7-15 - Giovedì della XIV Settimana del Tempo Ordinario
«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». Questa frase del Vangelo di oggi racchiude qualcosa di essenziale dell'esperienza cristiana. Il Vangelo è gratis. La salvezza è gratis. L'amore di Dio è gratis. Non abbiamo fatto nulla per meritarlo, non abbiamo conquistato la misericordia di Cristo attraverso le nostre prestazioni. Siamo stati semplicemente raggiunti e amati.
Tutta la vita cristiana dovrebbe nascere dalla memoria di questa gratuità. Chi dimentica di essere stato amato gratuitamente comincia inevitabilmente a trasformare la fede in un merito, in un potere, in uno strumento per sentirsi migliore degli altri. Chi invece conserva la memoria della grazia ricevuta sente nascere dentro di sé il desiderio di amare con la stessa gratuità. Ma amare gratuitamente significa accettare anche il rischio dell'ingratitudine. Molte volte facciamo il bene aspettandoci, magari inconsapevolmente, un riconoscimento, una risposta, una gratitudine. E quando tutto questo non arriva, ci scoraggiamo e smettiamo di amare.
Il Vangelo invece ci insegna che la gratuità è fare il bene non perché gli altri se lo meritano, ma perché noi abbiamo ricevuto per primi un bene che non meritavamo. C'è poi un'altra tentazione da cui Gesù vuole metterci in guardia: usare il Vangelo per affermare noi stessi. Si può predicare Cristo e cercare il proprio successo. Si può servire la Chiesa e desiderare un posto. Si può parlare di umiltà e costruire piedistalli su cui salire. Ma tutto questo è esattamente il contrario della logica di Gesù. Cristo non ha usato l'amore degli altri per diventare importante. Ha usato tutta la sua vita per amare gli altri. Ha scelto l'umiltà, il servizio, la mitezza e l'ultimo posto. È questa la forma autentica del Vangelo.
Giovedì 9 luglio 2026 - (Giovedì della XIV Settimana del Tempo Ordinario – Anno Pari)





