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Mt 10,16-23 - Venerdì della XIV Settimana del Tempo Ordinario
«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe». C'è un sano realismo nelle parole che Gesù pronuncia nel Vangelo di oggi. Egli non nasconde ai suoi discepoli le difficoltà che incontreranno. Non promette loro una vita senza ostacoli, opposizioni o sofferenze. Dice chiaramente che vivere il Vangelo è un po' come camminare in mezzo ai lupi.
Ma la cosa sorprendente è che Gesù non chiede alle pecore di trasformarsi in lupi per sopravvivere. Non dice di procurarsi artigli più forti o denti più affilati. La forza del cristiano non consiste nel diventare più aggressivo di chi gli sta davanti. La sua forza è sapere di avere un Pastore. È questa consapevolezza che ci permette di rimanere miti senza diventare deboli, buoni senza essere ingenui, capaci di perdonare senza permettere al male di dominarci. Il rischio più grande, infatti, non è incontrare i lupi, ma diventare come loro. Molte volte pensiamo che per difenderci dobbiamo usare le stesse armi di chi ci ferisce. Gesù invece ci chiede di custodire la nostra identità proprio mentre attraversiamo situazioni difficili. Per questo aggiunge un'indicazione pratica: «Siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe».
La vita cristiana ha bisogno di entrambe queste caratteristiche. La semplicità senza prudenza diventa ingenuità. La prudenza senza semplicità diventa furbizia, sospetto, calcolo. Molte volte siamo soltanto colombe e ci lasciamo ferire perché non sappiamo riconoscere il male. Altre volte diventiamo soltanto serpenti e, nel tentativo di proteggerci, perdiamo la capacità di fidarci, amare e vivere con un cuore limpido. Gesù ci chiede invece di tenere insieme innocenza e discernimento, bontà e intelligenza, mitezza e consapevolezza.
Venerdì 10 luglio 2026 – (Venerdì della XIV Settimana del Tempo Ordinario – Anno Pari)





