Lc 8,1-3 - Venerdì della XXIV Settimana del Tempo Ordinario

Questa compagnia femminile che segue Gesù non è un dettaglio decorativo del Vangelo. Luca ci dice chiaramente che alcune donne accompagnavano Gesù e i Dodici e «li servivano con i loro beni». Ciò significa che anche attraverso la loro presenza concreta la missione poteva andare avanti. Siamo spesso abituati a pensare il protagonismo soltanto come qualcosa di visibile. È protagonista chi parla, chi guida, chi prende decisioni, chi sta davanti agli altri.

Tutto ciò che invece ha a che fare con la cura rischia di sembrarci secondario, quasi un semplice aiuto dato a chi svolge la parte veramente importante. Il Vangelo di oggi capovolge questa prospettiva. Quelle donne non sono spettatrici della missione di Gesù. Ne fanno parte attraverso una modalità diversa ma decisiva: si prendono cura concretamente di Lui e della comunità che gli sta intorno. Forse potremmo comprendere meglio questa verità attraverso una domanda: è più importante chi insegna medicina o chi cura concretamente un malato? Certamente abbiamo bisogno di chi studia e insegna la medicina, ma tutto quel sapere trova il suo significato più autentico quando diventa cura di una persona concreta. È questa la grande lezione nascosta nel Vangelo di oggi: la cura non è qualcosa di marginale. La cura è una delle forme più alte del protagonismo. Pensiamo a quante persone rendono possibile la nostra vita senza occupare mai il centro della scena. Qualcuno prepara da mangiare, qualcuno ascolta, qualcuno sostiene economicamente, qualcuno si accorge della nostra stanchezza, qualcuno rimane accanto a noi quando siamo fragili.

Molto spesso sono proprio queste presenze silenziose a rendere possibile ciò che poi appare visibile agli occhi di tutti. La logica del Vangelo ci insegna così a guardare diversamente anche le nostre comunità. Non esistono soltanto quelli che annunciano e quelli che aiutano chi annuncia. Esistono diversi modi di partecipare alla stessa missione. E forse il criterio più evangelico per misurare la grandezza di qualcuno non consiste nel domandarci quanto sia visibile, ma quanto sia capace di prendersi cura. Perché si può conoscere perfettamente la teoria dell'amore senza saper amare. Chi invece si prende veramente cura di qualcuno ha già compreso qualcosa di essenziale del Vangelo.

Venerdì 18 settembre 2026 – (Venerdì della XXIV Settimana del Tempo Ordinario – Anno pari)