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Mt 5,43-48 - Sabato della I Settimana di Quaresima
«Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori». Siamo davanti a uno dei vertici più esigenti di tutto il Vangelo. Gesù non si limita a chiedere di amare chi ci ama, né di sopportare chi ci è antipatico. Chiede di arrivare fino al punto di amare i propri nemici e di pregare per coloro che ci hanno fatto del male. Una richiesta del genere può apparire sproporzionata, quasi impossibile.
E, in effetti, lo è se la pensiamo soltanto come uno sforzo morale. Non si tratta di un ideale eroico affidato alla buona volontà dell’uomo. È, piuttosto, un frutto della grazia. È la conseguenza di una relazione trasformante. Quando una persona si lascia amare da Cristo, quando fa esperienza concreta della misericordia ricevuta, accade qualcosa di nuovo: il cuore si dilata. Non perché il male subito diventi meno grave, ma perché l’amore ricevuto diventa più grande. Solo chi si sa perdonato può imparare a perdonare. Solo chi si scopre amato senza condizioni può tentare di amare oltre la misura. Può sembrare eroismo, ma è soprattutto fedeltà a una relazione. È l’effetto di una vita spirituale autentica. Nella mia esperienza pastorale ho visto persone semplici, senza particolari strumenti culturali o grandi discorsi teologici, capaci di compiere questo passo.
Non per ingenuità, ma perché avevano il cuore radicato in Cristo. Hanno scelto di non lasciarsi deformare dal male ricevuto. Hanno deciso di non somigliare ai loro nemici, di non diventare lo specchio dell’odio che li aveva colpiti. È qui che si manifesta la vera differenza cristiana: non nel proclamare valori, ma nel non permettere che il male abbia l’ultima parola. Amare il nemico non significa approvare il male, né rinunciare alla giustizia. Significa sottrarre il proprio cuore alla logica della vendetta. Significa custodire la propria libertà interiore. E questa libertà nasce solo da un amore più grande, che non costruiamo da soli, ma che riceviamo.
Sabato 28 febbraio 2026 – (Sabato della I Settimana di Quaresima)




