Mc 6,14-29 - Santi Paolo Miki, Presbitero e Compagni, Martiri – Memoria

Il triste racconto della morte di Giovanni Battista fa da fondale anche alla memoria dei santi martiri Paolo Miki e compagni. Ogni martirio è sempre una pagina di cronaca nera, dove però si riverbera la luce di Dio. E questo non perché episodi simili possano contenere la luce, ma perché i martiri, con la loro vita, il loro esempio e la loro testimonianza, diventano specchio di una luce che vince tutte le tenebre.

Giovanni Battista non era indietreggiato davanti alle minacce di Erode e, paradossalmente, viene ucciso a causa di un intrallazzo di corte. Erodiade può chiedere la testa di Giovanni Battista perché Erode è schiavo del piacere e, a causa del piacere, ha promesso qualunque cosa senza rendersi conto del pericolo. Certi stili di vita ci portano a vivere al di sopra delle nostre forze e, molto spesso, ci ritroviamo a dover pagare un prezzo altissimo rispetto alle nostre possibilità.

Erode non soltanto si macchia così di un delitto, ma uccide un uomo che in fondo gli faceva da coscienza. E che vita umana può essere una vita senza una coscienza? Oggi domandiamoci se abbiamo delle schiavitù che potrebbero farci fare delle scelte sbagliate e, soprattutto, domandiamoci se siamo ancora disposti ad ascoltare la nostra coscienza o se cerchiamo sempre un modo di farla fuori, nell’illusione di vivere più liberi, quando invece, attraverso la sua morte, perdiamo ogni bussola e ogni speranza.