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Lc 5,1-11 - San Gregorio Magno, Papa e Dottore della Chiesa – Memoria
Che cos'è un discepolo? Forse la pagina del Vangelo di oggi ci suggerisce una risposta molto semplice: è qualcuno che presta la barca della propria vita a Gesù perché Egli possa salirvi sopra. Pietro mette a disposizione ciò che possiede, la sua barca, il suo lavoro, la sua quotidianità. E proprio lì, dentro ciò che sembrava ordinario, accade qualcosa di straordinario. La vita spirituale comincia esattamente così: permettendo a Cristo di entrare nella nostra vita reale.
Non in quella che vorremmo avere, non in quella ideale, ma in quella che abbiamo adesso, con le sue fatiche, le sue delusioni, le sue reti vuote. Pietro, infatti, ha lavorato tutta la notte senza prendere nulla. Conosce bene quella sensazione che conosciamo anche noi quando abbiamo dato tutto e ci ritroviamo comunque con le reti vuote. Possiamo sperimentarla in un matrimonio, in un'amicizia, nel lavoro, in una vocazione. Ci impegniamo, tentiamo, ricominciamo, eppure dentro rimane un senso di insoddisfazione.
Gesù non cambia la barca di Pietro. Non gli dà un altro mare e nemmeno un'altra vita. Sale sulla sua stessa barca e gli chiede di prendere nuovamente il largo. È questo il miracolo della fede. Quando Cristo entra veramente nella nostra esistenza, le stesse cose che prima sembravano vuote possono cominciare a riempirsi di un significato nuovo. Le reti dell'insoddisfazione possono riempirsi di gratitudine e di gioia. Molto spesso, invece, quando qualcosa non funziona pensiamo immediatamente di dover cambiare tutto. Cambiare lavoro, relazione, ambiente, situazione. A volte certamente è necessario. Ma altre volte il problema non è cambiare barca. È capire chi c'è sulla nostra barca.
Per questo il segreto della vita cristiana non consiste semplicemente nel comportarsi meglio. Il cristianesimo non è una tecnica per diventare persone più efficienti. È una relazione con Cristo capace di raggiungere la radice della nostra esistenza. Noi siamo bravissimi a curare i sintomi. Tentiamo di aggiustare continuamente ciò che non funziona all'esterno, ma raramente ci domandiamo che cosa stia accadendo nel profondo. Forse allora, prima di cambiare tutto, dovremmo cominciare dalla preghiera. Perché pregare significa precisamente questo: far salire Gesù sulla propria barca. E quando Lui è davvero a bordo, non è detto che cambi immediatamente il mare. Ma certamente comincia a cambiare il modo con cui noi navighiamo.






