Mc 7,14-23 - Mercoledì della V Settimana del Tempo Ordinario

Nel Vangelo di oggi Gesù chiama a sé la folla e compie un gesto decisivo: sposta il centro della fede dall’esterno all’interno dell’uomo. Non è ciò che entra in noi a renderci impuri, ma ciò che esce dal nostro cuore, perché è lì che si gioca la verità della nostra vita.

Gesù ci costringe a smettere di nasconderci dietro pratiche, abitudini o tradizioni religiose quando queste diventano un alibi per evitare la conversione. È più facile controllare ciò che si mangia o ciò che si tocca che lasciarsi interrogare davvero dalle proprie intenzioni, dai pensieri nascosti, dalle parole che pronunciamo senza amore. Gesù non banalizza il male, ma lo prende sul serio, indicando il luogo da cui nasce: il cuore umano, capace di bene immenso ma anche di profonde contraddizioni.

Dal cuore possono uscire violenza, menzogna e durezza, ma anche misericordia, perdono e compassione, a seconda di ciò che gli permettiamo di abitare. In questo senso la fede non è un sistema di protezione, ma un cammino di verità che chiede sincerità e umiltà. Oggi, nella festa della Madonna di Lourdes, questa parola evangelica si illumina di un volto concreto, quello di Bernadette Soubirous, una ragazza povera, fragile, senza prestigio né difese, ma con un cuore disponibile. A Bernadette Maria non chiede gesti straordinari, ma fiducia, preghiera e penitenza, e soprattutto le chiede di scavare, di andare in profondità, fino a far sgorgare una sorgente dove prima c’era solo fango.

È un’immagine potente del Vangelo di oggi, perché anche il nostro cuore, se lasciato a se stesso, può sembrare torbido, ma se accetta di lasciarsi scavare da Dio può diventare luogo di vita. Bernadette non trattiene nulla per sé e non si sente migliore degli altri, ma diventa segno che Dio può agire proprio attraverso ciò che è piccolo e nascosto. Maria, come allora, continua a indicarci Cristo come unica vera sorgente che purifica dall’interno. La purezza che Dio desidera non è formale né apparente, ma è quella di un cuore riconciliato. Se permettiamo al Signore di abitare ciò che siamo davvero, anche ciò che uscirà da noi potrà diventare guarigione per chi incontriamo.