PHOTO
Mt 9,14-17 - Sabato della XIII Settimana del Tempo Ordinario
«Non si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri; ma si mette vino nuovo in otri nuovi». Questa immagine, che Gesù usa nel Vangelo di oggi, è tanto semplice quanto profonda. Ci ricorda che ogni dono autentico che Dio ci fa domanda anche una trasformazione da parte nostra. Non basta ricevere qualcosa di nuovo. Bisogna diventare nuovi per poterlo custodire. Molte volte desideriamo che la nostra vita cambi, ma senza cambiare noi stessi. Vorremmo relazioni nuove continuando a ragionare con le vecchie ferite. Vorremmo una fede più profonda mantenendo le stesse abitudini superficiali. Vorremmo accogliere la grazia di Dio senza mettere in discussione la mentalità con cui abbiamo vissuto fino a quel momento.
Ma il Vangelo ci dice che questo non è possibile. Pensiamo all'amore. Quando entra nella nostra vita una persona importante, non basta che esista quell'incontro. Perché quell'amore possa crescere, dobbiamo imparare un modo nuovo di vivere, di ascoltare, di donarci. Lo stesso accade con un'amicizia, con una vocazione, con una chiamata del Signore. Ogni novità autentica ci chiede di lasciare qualcosa del nostro modo vecchio di pensare e di agire. Il vero problema, infatti, non è il vino nuovo. Il problema sono gli otri vecchi. Dio continua a donarci occasioni di grazia, intuizioni, incontri, possibilità di ricominciare. Ma se rimaniamo irrigiditi nelle nostre paure, nei nostri schemi, nelle nostre abitudini, rischiamo di sprecare proprio ciò che potrebbe rinnovare la nostra vita.
La conversione di cui parla il Vangelo non è anzitutto uno sforzo morale. È la disponibilità a lasciarsi trasformare. È avere l'umiltà di riconoscere che non sempre il modo in cui abbiamo vissuto fino a oggi è il modo migliore per vivere domani. Solo chi accetta di cambiare può davvero accogliere la novità di Dio.
Sabato 4 luglio 2026 – (Sabato della XIII Settimana del Tempo Ordinario – Anno Pari)




