Epicoco, Gesù veramente

Mt 11,25-27 - San Bonaventura, Vescovo e Dottore della Chiesa – Memoria

«Ti benedico, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli». Questa preghiera di Gesù nel Vangelo di oggi ci svela quale sia il segreto per comprendere davvero la vita e la volontà di Dio.

Il segreto è farsi piccoli. Ma essere piccoli non significa essere ingenui, immaturi o incapaci di ragionare. La piccolezza evangelica è un atteggiamento interiore. È la disponibilità a fidarsi, ad ascoltare, a lasciarsi correggere. I piccoli non presumono di sapere tutto, non pensano di non avere più nulla da imparare. Vivono con il cuore aperto, pronti a ricevere ciò che la realtà e Dio vogliono insegnare loro. Il vero ostacolo alla vita spirituale non è la nostra fragilità, ma la nostra presunzione.

Finché siamo convinti di avere già capito tutto, nessuno può più insegnarci nulla. Finché pensiamo di sapere sempre ciò che è giusto, diventiamo incapaci di ascoltare. La superbia ci chiude, mentre l'umiltà ci rende ricettivi. Per questo diventare piccoli accelera enormemente il nostro cammino spirituale. Chi è umile non spreca energie nel difendere continuamente la propria immagine, le proprie idee o le proprie ragioni. Può riconoscere un errore, cambiare strada, chiedere aiuto, ricominciare. La docilità rende possibile ciò che la presunzione impedisce: lasciarsi condurre.

Gesù stesso ci mostra questa strada. Il Figlio vive completamente rivolto verso il Padre. La sua forza nasce dalla relazione, dall'ascolto e dall'obbedienza. Per questo la piccolezza evangelica non è debolezza, ma la libertà di chi non ha bisogno di bastare a se stesso e per questo si apre e si affida.

Mercoledì 15 luglio 2026 – (San Bonaventura, Vescovo e Dottore della Chiesa – Memoria)