Per due giorni Parigi è diventata la capitale del «risveglio strategico dell’Europa» e della difesa dell’Ucraina: è questo il filo conduttore che la Francia ha scelto per celebrare la sua Festa nazionale, la presa della Bastiglia, il 14 luglio, con la tradizionale, spettacolare parata militare sugli Champs-Elysées (una data che per i francesi segna anche il decimo anniversario del tragico attentato terroristico sulla Promenade des Anglais a Nizza che causò 86 vittime).

Lungo il viale che unisce l’Arco di trionfo a Place de la Concorde, uno dei più famosi al mondo, hanno sfilato in parata 500 militari, alla presenza di 25 capi di Stato e di Governo in tribuna, fra i quali il presidente italiano Sergio Mattarella e l’ucraino Zelensky, accolto come ospite d’onore. Alla vigilia della Festa nazionale, la capitale francese ha ospitato all’Hotel des Invalides – il complesso monumentale che custodisce la tomba di Napoleone - il presidente ucraino e i rappresentanti di 37 Paesi aderenti alla Coalizione dei volenterosi, l'iniziativa a sostegno di Kyiv contro la Russia. Tra gli altri leader presenti, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo António Costa, il segretario generale della Nato Mark Rutte.

La parata militare del 14 luglio a Parigi.
La parata militare del 14 luglio a Parigi.

La parata militare del 14 luglio a Parigi.

(REUTERS)

A pochi giorni dal vertice della Nato ad Ankara - che ha dato il via ad un’Alleanza atlantica più marcatamente europea e ha definito il ruolo di Kyiv come partner ormai irrinunciabile per la costruzione della difesa comune - il vertice di Parigi prosegue lungo la strada di un massiccio riarmo, con investimenti ingenti nell’industria bellica, e segna un punto di svolta nella sicurezza europea. Il summit ha visto la nascita di una coalizione ristretta – a margine di quella più ampia dei Volenterosi - volta a sviluppare la difesa contro i missili balistici in Europa. Nove Paesi - Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Regno Unito e Italia – si uniscono all’Ucraina (decimo Paese) in un gruppo che avrà il compito di sviluppare un sistema anti-missili balistici nel Continente che, come viene specificato nella dichiarazione congiunta per l’istituzione della Coalizione integrata, avrà «carattere puramente difensivo» e nasce a fronte della «crescente minaccia rappresentata dai missili balistici e la sempre maggiore importanza delle capacità di difesa per la sicurezza del continente europeo».

Il missile balistico, molto in sintesi, è un tipo specifico di missile che segue una traiettoria ad arco, progettato per percorrere distanze enormi, anche intercontinentali, viaggiando a quote molto elevate e a velocità estreme, ipersoniche, dunque molto difficilmente intercettabile. Nella guerra in Ucraina la Russia sta facendo largo uso di missili balistici nei suoi attacchi su tutto il Paese e in particolare su Kyiv. Raid ai quali l’Ucraina dal canto suo risponde bersagliando con i suoi droni raffinerie e altri obiettivi strategici sul territorio russo.

La nuova struttura difensiva, spiega ancora la dichiarazione dei leader della Coalizione, «integrerà i sistemi di difesa contro i missili balistici già esistenti, comprese le soluzioni europee nazionali già acquisite o che saranno acquisite dai Paesi partecipanti. Unendo la nostra base industriale nel settore della difesa, la nostra ricerca e la nostra esperienza operativa, intendiamo costruire una capacità comune di difesa antimissili balistici per l’Europa e sostenere le relative attività di contribuzione».

Foto di gruppo della Coalizione dei Volenterosi a Parigi il 13 luglio. (REUTERS)

La Coalizione darà supporto al progetto pilota di difesa aerea Freya, progettato dall’azienda ucraina Fire Point, che mira a sviluppare un equivalente più economico rispetto ai sistemi statunitensi Patriot – per la produzione dei quali Kyiv ha ottenuto la licenza da Washington al vertice Nato - mantenendo l’efficacia nell’intercettare i missili balistici russi. «Capacità antibalistiche solide e sufficienti sono essenziali per porre fine alla guerra della Russia contro l’Ucraina», scrive Zelensky sul suo profilo X. A margine del vertice, il Regno Unito ha concordato con l’Ue l’ingresso di Londra nel prestito di sostegno per l’Ucraina di 90 miliardi di euro. Il Vertice di Parigi ha segnato un ulteriore rafforzamento delle relazioni tra Francia e Ucraina: il presidente francese Macron ha annunciato che Parigi concederà – per la prima volta – a Kyiv la licenza per produrre in Ucraina missili da crociera e sistemi di difesa aerea progettati in Francia.

Il 15 luglio Ursula von der Leyen sarà a Kyiv: la Commissione europea prepara un pacchetto combinato di aiuti all’Ucraina per un totale di 18 miliardi di euro, che dovrebbe essere annunciato durante la vista della presidente. Alla vigilia del vertice dei Volenterosi, Zelensky ha annunciato un nuovo, importante rimpasto di Governo, descrivendolo come “un cambiamento nella strategia politica”. Il rimpasto prevede la sostituzione della premier Yulia Svyrydenko - che ha rassegnato le sue dimissioni - oltre a diversi cambiamenti ai vertici delle forze dell’ordine. Svyrydenko, 40 anni, è stata eletta prima ministra appena un anno fa, a luglio del 2025, e solo pochi giorni dopo il suo esecutivo è stato travolto dal gigantesco scandalo per corruzione che ha portato alle dimissioni di due ministri implicati. A lei Zelensky ha offerto di assumere l’incarico di guidare le relazioni con un Paese alleato chiave. Ma, da quanto riferisce The Kyiv Independent, Svyrydenko non ha ancora accettato l’offerta.

Emmanuel Macron e Volodymyr Zelensky al Vertice dei Volenterosi a Parigi il 13 luglio,
Emmanuel Macron e Volodymyr Zelensky al Vertice dei Volenterosi a Parigi il 13 luglio,

Emmanuel Macron e Volodymyr Zelensky al Vertice dei Volenterosi a Parigi il 13 luglio,

(REUTERS)

Intanto, l’Unione europea procede spedita nel negoziato per l’ingresso di Kyiv – e anche della Moldova – nel gruppo dei 27. In occasione della terza Conferenza di adesione Ue-Ucraina è stato aperto un nuovo cluster del negoziato (i cluster negoziali sono raggruppamenti tematici o macro-aree nelle quali si suddividono le riforme che un Paese deve attuare per allinearsi con il resto dell’Unione). Dopo l’apertura del primo cluster, quello sulle questioni fondamentali cioè democrazia, diritti e giustizia, avvenuta il 15 giugno (rimasta a lungo bloccata dall’opposizione dell’Ungheria), il capitolo 6 è il secondo ad essere aperto ed è dedicato alla politica estera, alla difesa, alla sicurezza incluso il contrasto delle minacce ibride. Ovvero, a quelle azioni e campagne ostili verso un Paese o più Paesi che usano diversi mezzi, dalla disinformazione agli attacchi informatici.

Minacce percepite come sempre più concrete e incombenti: nel giorno del summit dei Volenterosi il Governo francese ha denunciato un grande cyberattacco che sarebbe stato orchestrato da Mosca e condotto dal Servizio federale di sicurezza russo (Fsb) contro una decina di Paesi europei a fini di spionaggio e sabotaggio. Una campagna che avrebbe avuto l’obiettivo di seminare il caos in Europa e in risposta alla quale l’Unione europea ha annunciato un grande pacchetto di sanzioni informatiche contro individui ed entità ritenuti responsabili della campagna di cyberattacchi.

Il Cremlino dal canto suo ha risposto ai Volenterosi con toni durissimi, definendoli come «una coalizione che istiga alla guerra». E Putin è tornato a minacciare azioni ancora più violente e massicce contro Kyiv, ventilando un’ulteriore escalation del conflitto, in risposta agli attacchi dei droni ucraini su obiettivi russi.