Mc 6,7-13 - Sant’Agata, Vergine e Martire – Memoria

Nella pagina del Vangelo di Marco di oggi si legge in maniera abbastanza chiara che cosa serve per adempiere la missione affidata da Gesù. Da una parte c’è una richiesta esplicita di andare a due a due, quasi a voler dire che il cristianesimo lo si capisce solo e soltanto quando si sperimenta la vera fraternità.

La fede cristiana non è un cammino in solitudine: implica sempre un cambiamento di qualità delle relazioni con gli altri. Senza comunione con l’altro non si capisce il Vangelo. E poi, esplicitamente, Gesù dice di non portare né bastone, né pane, né bisaccia, né denaro, ma soltanto i sandali ai piedi, forse per spiegare ai suoi discepoli che l’efficacia dell’annuncio non poggia su strategie mondane e materiali, ma solo sulla misteriosa, efficace e concretissima provvidenza di Dio.

Ma questa pagina del Vangelo non si riferisce solo e soltanto a coloro che esplicitamente annunciano il Vangelo, bensì a tutti i cristiani che sono chiamati ad annunciarlo nella quotidianità della loro vita. Sembra quasi che Gesù oggi voglia dire a ciascuno di noi: evangelizza con il tuo essere madre, con il tuo essere padre, con il tuo lavoro, con la tua malattia, con la tua giovinezza, con le tue cose, con quello che ti capita, ricordandoti di non fidarti però di strategie umane, ma solo e soltanto della fiducia in Colui che ha davvero cura di te.

“E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano”. Chi vive così aiuta gli altri a cambiare, allontana il male e diventa un principio di guarigione.

Giovedì 5 febbraio 2026 – (Sant’Agata, Vergine e Martire – Memoria)