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La dura critica che Gesù riserva agli scribi e ai farisei non riguarda semplicemente una certa categoria di persone, ma riguarda più che altro un atteggiamento. Quando si vive solo di apparenza e di immagine, la nostra credibilità si ammala.
Chi vive solo per essere ammirato e per cercare i primi posti alla fine è disposto a tutto pur di non perdere i primi posti e il luccichio della propria immagine. Ma questa apparenza è tutta a scapito della sostanza. È infatti ciò che uno si porta nel cuore che conta molto di più agli occhi di Dio. In questo senso Gesù invita tutti a fare un bagno di umiltà e a non considerarsi mai dei maestri, delle guide o peggio ancora dei padri nei confronti degli altri.
Perché chi si considera maestro pensa sempre di poter insegnare qualcosa agli altri, senza mai pensare che gli altri possono insegnarli qualcosa; chi si considera guida ha la presunzione di voler offrire sempre consigli non richiesti agli altri; chi si considera padre per gli altri molto spesso si ammala di paternalismo. “Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato”. Ecco l’antidoto a tutto: l’umiltà.
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