Epicoco, Gesù veramente

Mc 10,32-45 - Mercoledì della VIII Settimana del Tempo Ordinario

L’annuncio della croce che Gesù fa ai suoi discepoli nella pagina del Vangelo di Marco di oggi produce uno strano effetto sui discepoli. Mentre Lui parla della sua passione, della sofferenza e del dono totale di sé, i discepoli reagiscono discutendo su chi sia il più grande. È un atteggiamento che può sembrarci incomprensibile, eppure ci assomiglia molto.

Infatti, molto spesso, quando ci sentiamo destabilizzati, impauriti o angosciati, cerchiamo sicurezza nelle cose del mondo: un ruolo da occupare, il denaro, il potere, la visibilità, l’approvazione degli altri. Non sempre queste dinamiche nascono dalla cattiveria. Spesso nascono dall’angoscia. È come se cercassimo qualcosa che ci faccia sentire importanti per non sentire la fragilità che ci abita. Gesù, però, smaschera questa logica e propone una strada completamente diversa: «Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti».

È una rivoluzione radicale: Gesù ci sta dicendo che la vera stabilità della vita non nasce dal dominare, ma dal servire. Non dal vivere centrati su sé stessi, ma dal vivere “per” qualcuno. In fondo, una vita ripiegata solo su di sé diventa inevitabilmente fragile e inquieta. Invece quando una persona scopre che la propria esistenza può essere dono, servizio, amore concreto, allora trova una pace diversa. «Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita».