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Lc 11,37-41 - Giovedì della XXVII Settimana del Tempo Ordianrio
«Voi purificate l’esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria». Gesù pronuncia queste parole davanti a un fariseo che forse si sarà pentito di averlo invitato a pranzo. Ma Gesù non è venuto a insegnarci un galateo religioso.
È venuto a insegnarci quella igiene interiore senza la quale possiamo apparire impeccabili fuori e rimanere profondamente disordinati dentro. È molto più facile occuparsi dell’esterno. Possiamo controllare i comportamenti pubblici, salvare le apparenze, costruire una buona immagine di noi stessi. Ma la vera conversione comincia quando abbiamo il coraggio di guardare ciò che abita il cuore: le intenzioni, i desideri, i rancori, le paure, le gelosie, il bisogno di possedere e di controllare. Gesù indica anche una strada concreta per questa purificazione: «Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro». Non si tratta semplicemente di dare qualcosa ai poveri. Gesù sta indicando la logica del dono come medicina contro quella parte di noi che vorrebbe continuamente trattenere, possedere e usare tutto per sé. Il contrario dell’avidità non è semplicemente la povertà. È la capacità di donare.
Quando impariamo a vivere pensando anche al bene di chi ci sta accanto, qualcosa dentro di noi comincia a guarire. Il denaro, il tempo, le capacità, gli affetti, persino la nostra stessa vita smettono di essere cose da difendere e diventano possibilità di bene. è questo il vero segreto della gioia.





