Mt 5,17-19 - Mercoledì della III Settimana di Quaresima

«Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento». Gesù pronuncia queste parole all’inizio del discorso della montagna, quasi a chiarire subito un possibile equivoco. La sua predicazione era così nuova, così sorprendente, che molti avrebbero potuto pensare che Egli volesse cancellare tutto ciò che era venuto prima: la Legge di Mosè, la tradizione dei profeti, l’intera eredità spirituale di Israele.

Tutta la logica della misericordia e dell’amore che Gesù annuncia non si pone in opposizione alla Legge e ai Profeti; ne è piuttosto la corretta interpretazione. Il problema nasce quando la legge viene vissuta soltanto come un insieme di norme esteriori, come un sistema di obblighi da rispettare senza comprendere il loro senso. In quel caso la legge diventa pesante, quasi oppressiva. Ma Gesù non elimina la legge: la riporta al suo cuore. E il cuore della legge è l’amore. Esiste infatti una grande illusione che spesso attraversa anche la nostra vita: quella di pensare che la vera libertà consista nell’assenza di regole. Siamo tentati di credere che per essere felici bisogna liberarsi di ogni limite, di ogni argine.

Ma questa è un’idea superficiale della libertà. Una libertà senza orientamento diventa facilmente confusione. Pensiamo, ad esempio, all’amore. Un amore che non conosce alcuna regola, alcuna responsabilità, alcun limite, non è un amore più autentico: è semplicemente un amore sregolato. E ciò che è sregolato, prima o poi, finisce per ferire. Senza una direzione, anche i sentimenti più belli possono trasformarsi in qualcosa che fa male. Gesù annuncia certamente l’amore e la misericordia, ma non è ingenuo. Sa che l’amore ha bisogno di una forma, di una verità, di un cammino. Per questo non abolisce la Legge e i Profeti, ma li compie. Li porta al loro significato pieno.

La legge non è più soltanto una norma esterna; diventa una via per imparare ad amare nel modo giusto. La vera conversione, allora, non consiste nel liberarci della legge come se fosse un peso inutile, ma nel comprenderne il senso profondo. Non nel trasformarla in un moralismo rigido, ma nel lasciarla diventare una guida per la vita. Proprio in questo Gesù è un vero Maestro.