Mc 7,1-13 - Santa Scolastica, Vergine – Memoria

«Siete veramente abili nell’eludere il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione». Il rimprovero che Gesù rivolge agli scribi e ai farisei nella pagina del Vangelo di oggi è, in realtà, un rimprovero che dovrebbe spingerci tutti a un serio esame di coscienza. Infatti, anche noi possiamo cadere nella terribile strumentalizzazione della fede e della religione per giustificare le nostre idee, le nostre sensibilità, i nostri modi di vedere.

Certe volte anche il cristianesimo e i nostri ambienti ecclesiali possono riempirsi di tradizioni che sacralizziamo fino al punto da renderle più importanti del Vangelo stesso. Una processione, una sagra, una visione teologica, un modo di gestire un’esperienza ecclesiale, lo stile di un movimento possono diventare criteri assoluti, sostituendosi alla Parola. Gesù mette in guardia da simili stratagemmi che sembrano voler preservare soprattutto i nostri gusti più che metterci in una vera relazione con Dio. Quando accade questo, la fede smette di essere incontro e diventa ideologia; smette di essere cammino e diventa recinto.

E chi agisce così, in realtà, non solo si allontana dal Vangelo, ma può vivere esattamente il contrario della sua proposta. Si può allora diventare spietati, perdere empatia, dimenticare la misericordia e la compassione — cioè, in una sola parola, diventare disumani — e tutto questo paradossalmente con motivazioni strettamente religiose. È il rischio più grande: difendere Dio senza assomigliare più a Lui.