Lc 12,8-12 - Sant’Ignazio di Antiochia, Vescovo e Martire – Memoria

«Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo gli sarà perdonato, ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo non sarà perdonato». Sono parole che possono spaventare, soprattutto se immaginiamo che Gesù stia parlando semplicemente di una bestemmia pronunciata con le labbra. In realtà qui è in gioco qualcosa di molto più profondo. La bestemmia contro lo Spirito Santo è il rifiuto ostinato di quella grazia attraverso cui Dio vuole salvarci. Non significa che esista un peccato più grande della misericordia di Dio, ma che persino la misericordia, per salvarci, ha bisogno di essere accolta.

Pensiamo a una persona che sta affogando e non sa nuotare. Qualcuno le lancia un salvagente. Tutto ciò che deve fare è aggrapparsi. Se però decide ostinatamente di rifiutarlo, quel salvagente non potrà salvarla. Non perché chi glielo ha lanciato abbia smesso di volerla salvare, ma perché nessuna salvezza può essere imposta contro la libertà. Cristo è venuto precisamente per questo: raggiungerci mentre stavamo affogando e offrirci una possibilità di salvezza.

Lo Spirito Santo rende presente dentro la nostra vita questa possibilità, ci convince del peccato, ci apre alla verità, ci spinge alla conversione, ci fa desiderare di tornare a Dio. Rifiutare lo Spirito significa allora arrivare al punto di chiamare inutile proprio ciò che potrebbe salvarci. Significa chiudere la porta dall’interno e continuare a rifiutare la mano che Dio non smette di tenderci. L’«imperdonabile» non descrive quindi il limite della misericordia di Dio, ma il dramma della nostra libertà. Dio può perdonare ogni peccato, ma non può costringerci ad accogliere il suo perdono. Per questo queste parole di Gesù non dovrebbero generare paura, ma responsabilità. Finché desideriamo essere salvati, finché sentiamo il bisogno di tornare a Dio, finché siamo disposti ad aggrapparci alla sua misericordia, quella porta è ancora aperta.
Il vero pericolo non è essere caduti. È convincersi di non avere più bisogno della mano che può rialzarci.