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Holy Trinity, fresco in the church of St. Agatha in Schmerlenbach, Germany
Gv 19,25-34 - Beata Vergine Maria Madre della Chiesa – Memoria
«Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». Bastano questi versetti del Vangelo di Giovanni per avere una delle definizioni più belle della Chiesa. La Chiesa nasce sotto la croce. Nasce nel momento del massimo dono di Cristo e nasce attorno a una madre. Oggi facciamo memoria della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa. E questa memoria non è soltanto una devozione o un ricordo affettuoso, ma è una memoria viva, che ci ricorda da dove veniamo e chi siamo chiamati a essere.
Maria è l’immagine più bella della Chiesa. La Chiesa è davvero Chiesa solo quando assomiglia a Maria. Quando sa ascoltare la Parola di Dio e dire il proprio “eccomi”, anche senza capire tutto fino in fondo. La Chiesa è Chiesa quando, come Maria, ha gli occhi aperti sui bisogni degli altri. Li ha avuti per Elisabetta, correndo da lei dopo l’Annunciazione. Li ha avuti a Cana, accorgendosi prima di tutti che mancava il vino salvando la gioia a due sposi sprovveduti.
La Chiesa è Chiesa quando sa stare sotto la croce. Quando non fugge davanti al dolore degli uomini e delle donne del proprio tempo, ma rimane accanto ai crocifissi della storia. La Chiesa è Chiesa anche quando persevera nella comunione, nella preghiera e nell’unità, come Maria insieme agli apostoli nel cenacolo, nell’attesa dello Spirito Santo. Per questo Maria non è un elemento secondario della fede cristiana. È il volto materno della Chiesa, il modello concreto di ciò che ogni comunità cristiana dovrebbe diventare. Il Vangelo di oggi ci invita allora a domandarci se le nostre comunità assomiglino davvero a Maria: capaci di ascolto, di servizio, di fedeltà, di compassione e di perseveranza. Perché soltanto una Chiesa che rimane sotto la croce e attende lo Spirito può continuare a generare Cristo nel mondo.





