Lc 10,1-12 - Santa Teresa di Gesù bambino, vergine e Dottore della Chiesa – Memoria

Che cos’è stata santa Teresa di Gesù Bambino se non una creatura che ha scelto di rimanere piccola tra le braccia di Gesù? Può sembrare un’immagine ingenua, quasi stucchevole. In realtà ci vuole una forza immensa per rimanere agnelli quando si è circondati dai lupi. È molto più facile imparare la logica dei lupi, difendersi con le loro stesse armi, diventare duri per paura di essere feriti.

La “piccola via” di Teresa è esattamente il contrario. È una strada fatta di fiducia, affidamento e amore. La sua piccolezza non è debolezza, ma la decisione di non fondare la propria vita sulle proprie forze. È sapere di essere piccoli e proprio per questo lasciarsi portare da Dio. Noi pensiamo spesso che per diventare santi sia necessario essere straordinari. Teresa ha intuito qualcosa di completamente diverso: bisogna lasciarsi amare straordinariamente da Dio. La forza del cristiano, infatti, non risiede anzitutto nella sua intelligenza, nelle sue capacità o nella sua perfezione. Risiede nella fiducia.

Teresa si è fidata radicalmente dell’amore di Gesù e questa fiducia ha trasformato una vita apparentemente piccola e nascosta in una delle testimonianze spirituali più luminose della Chiesa. Ma affidarsi non significa chiedere a Dio di fare ciò che vogliamo noi. Quando si ama veramente qualcuno, lentamente si comincia a desiderare ciò che desidera lui. È questo il segreto della preghiera cristiana: non convincere Dio a fare la nostra volontà, ma diventare così uniti a Lui da imparare a desiderare la sua. È così che si diventa operai della messe come chiede il vangelo di oggi.