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Ci sono contatori che girano al contrario, indicatori invisibili di un’erosione silenziosa che consuma le case, svuota le tasche e corrode il senso stesso del vivere comune. In Italia l’azzardo non conosce soste né pudori: nel 2025 la raccolta complessiva ha sfiorato la cifra abissale di 165,34 miliardi di euro, e per il 2026 le stime prefigurano un abisso ancora più profondo, destinato a raggiungere e superare la soglia dei 180-190 miliardi.
Numeri che non sono fredde statistiche contabili, ma la somma algebrica delle fragilità italiane, il sintomo d'un Paese che preferisce affidare il proprio domani al miraggio di una schedina o al bagliore fugace di uno schermo, piuttosto che al lavoro, allo studio, alla speranza di un futuro costruito insieme.
Eppure, di fronte a questo deserto dell’anima, le istituzioni paiono muoversi con tragica schizofrenia. Mentre dal Terzo Settore si leva un grido sempre più forte per chiedere il freno al mercimonio del caso, e mentre dalle stanzone della politica giungono periodici richiami alla cautela, come le sollecitazioni per il rispetto del divieto di pubblicità o le analisi del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, l’amministrazione statale continua ad aprire i rubinetti dell’azzardo di Stato.
L’ultimo atto di questa resa contabile si è consumato lo scorso 21 settembre: una firma del direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Mario Lollobrigida, ha spalancato le porte a sei nuove lotterie nazionali ad estrazione istantanea online, denominate “Multiprice Kappa”. Sei nuovi Gratta e Vinci digitali pronti a infilarsi nei telefoni di milioni di italiani. Un veleno quotidiano a portata di click, confezionato nella forma innocua e seducente dell’estrazione immediata.


Il paradosso appare acuto e drammatico. Nel giugno scorso, il Forum delle Associazioni Familiari, al fianco di tante realtà tra cui la nostra testata FAMIGLIA CRISTIANA, con la campagna Mettiamoci in Gioco, aveva tracciato nel convegno “Scommettere sul Futuro (Quello Vero)” una strada chiara: un manifesto in otto punti le cui priorità chiedevano il blocco immediato di nuove lotterie e il drastico ridimensionamento dell’offerta. La risposta delle istituzioni, sorda e cieca, è andata nella direzione diametralmente opposta, privilegiando le ragioni della cassa a quelle della coscienza.
I numeri dell’epidemia parlano chiaro e non lasciano margine all'ipocrisia. Nel 2024, un milione e 530 mila studenti, il 62% dei ragazzi nelle scuole, ha giocato almeno una volta. Per tre su quattro il punto d'ingresso è proprio il Gratta e Vinci (76%), mentre 320 mila giovani sono già scivolati nella rete del gioco online. Se si allarga lo sguardo all'intera popolazione, l'Istituto Superiore di Sanità misura una piaga devastante: 1,5 milioni di giocatori patologici e altri 1,4 milioni a rischio moderato. Non sono individui isolati: ogni giocatore malato trascina con sé il destino dei propri cari, portando il bilancio delle persone colpite dalle ricadute economiche, affettive e psicologiche oltre la soglia dei 20,4 milioni di italiani. Il 40% della nazione vive sfiorato o travolto dall'ombra del demone dell’azzardo.


«La risposta delle istituzioni va in una direzione del tutto opposta a quella che avevamo indicato e la nostra amarezza è forte», commenta con amarezza il presidente del Forum delle Associazioni Familiari, Adriano Bordignon. «Di fronte a una crescita costante dell’offerta e a numeri che raccontano una vera emergenza sociale, introdurre nuovi prodotti di gioco online significa non tenere assolutamente conto delle conseguenze che l’azzardo produce sulle persone e sulle famiglie. La salute e la tutela delle persone devono venire prima di qualsiasi considerazione legata al gettito fiscale».
Il digitale ha spazzato via i confini fisici della prudenza: la bisca non richiede più di varcare una soglia, vive nelle tasche dei nostri ragazzi, a portata di pollice, 24 ore su 24. Per questo il Forum si rivolge ora direttamente al Governo e al Ministro dell’Economia e delle Finanze, chiedendo la revoca immediata delle autorizzazioni per le lotterie “Multiprice Kappa” e lo stop definitivo a ogni nuova modalità di puntata. Contestualmente, viene sollecitato un incontro urgente con i Ministri dell’Economia e della Sanità per impostare un piano nazionale che metta al centro la tutela della salute pubblica, la protezione dei minori e il sostegno concreto alle famiglie travolte dai debiti e dalla disperazione.


«È necessario tornare a discutere di azzardo partendo dalle persone e non dal mercato», ribadisce Bordignon. «Non possiamo continuare a misurarne l’impatto soltanto in termini di raccolta e di gettito fiscale: dobbiamo misurarlo in termini di vite spezzate, di relazioni familiari ferite, di fragilità sociali abbandonate a se stesse». È da questo senso della comunità e della dignità umana che le istituzioni devono urgentemente ripartire, prima che l'illusione di una vincita finisca per consumare definitivamente il futuro del Paese.












