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Lc 6,1-5 - Sabato della XXII Settimana del Tempo Ordinario
Le spighe raccolte dai discepoli in giorno di sabato diventano motivo di rimprovero nei confronti di Gesù. Ma proprio questa contestazione offre al Signore l'occasione per ricordarci una verità che rischiamo continuamente di dimenticare: «Il Figlio dell'uomo è signore del sabato». In altre parole, persino una regola giusta deve rimanere a servizio della persona e non trasformare la persona in una schiava della regola. Questo non significa che le regole non servano.
Una vita senza regole diventa inevitabilmente una vita affidata caos che distrugge. Le regole sono necessarie proprio perché custodiscono qualcosa di prezioso. Ma quando dimentichiamo ciò che dovrebbero custodire, possono trasformarsi nel contrario di ciò per cui sono nate. Accade nelle nostre famiglie quando, pur di avere una casa perfettamente ordinata, rendiamo impossibile la vita a chi vi abita. Che senso ha avere tutto al proprio posto se nessuno si sente più a casa? Accade nelle amicizie quando una questione di principio diventa più importante della persona che abbiamo davanti. Possiamo persino avere ragione e, proprio per difendere quella ragione, perdere qualcuno a cui vogliamo bene.
Accade nel lavoro quando l'efficienza, i risultati e le aspettative diventano così assoluti da far vivere le persone nella continua sensazione di non essere mai abbastanza. Una regola che dovrebbe aiutare a lavorare meglio può trasformarsi in una prigione che genera soltanto paura e ansia. Gesù ci insegna invece a recuperare continuamente il fine delle cose. Il sabato è un dono di Dio per l'uomo. La legge serve a custodire la vita, non a soffocarla. Le regole servono a rendere possibile una comunità, non a rendere impossibile la vita delle persone che ne fanno parte. Forse dovremmo domandarci quante volte, per difendere un principio, abbiamo dimenticato una persona.
E quante volte abbiamo preteso dagli altri il rispetto di uno schema senza accorgerci della loro fatica concreta. Il Vangelo di oggi non ci invita a vivere senza regole. Ci invita a ricordare perché esistono. Ogni regola autenticamente buona dovrebbe custodire la dignità, la libertà e il bene delle persone. Quando invece una regola comincia a schiacciare ciò che avrebbe dovuto proteggere, abbiamo perso di vista il suo significato. Perché agli occhi di Dio una persona vale sempre più di uno schema.
Sabato 5 settembre 2026 – (Sabato della XXII Settimana del Tempo Ordinario – Anno Pari)





