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«In verità vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli». Per capire questa pagina del Vangelo di Matteo dobbiamo metterci d’accordo sul concetto di ricchezza. Quando Gesù parla di ricchi a chi si sta riferendo? Potremmo farne semplicemente una questione materiale, ma la ricchezza per definizione è ciò in cui noi riponiamo la nostra fiducia.
Chi pone la propria fiducia nelle cose materiali, difficilmente comprende la logica del Vangelo e proprio per questo difficilmente riesce a entrare nel regno dei cieli. Chi invece si sente ricco delle persone che lo amano o delle persone che ama allora egli è dentro la logica del Vangelo e per lui è aperta la porta del regno. Una volta un giovane padre teneva in braccio i suoi due figli piccoli, e guardandomi mi disse “ecco padre, qui c’è tutto il mio tesoro”. Chi poteva dargli torto? Chi poteva negare che inconsapevolmente aveva capito la logica del Vangelo? Troppe volte noi confidiamo in cose effimere e poniamo fiducia in dei beni che in realtà alla fine ci tradiscono.
Un credente si sente ricco di un’unica cosa: sapersi amato da Dio. A chi vive nella logica di questo mondo questa consapevolezza può sembrare poca cosa, e può sembrare astratta, ma a chi ha conosciuto Gesù questo discorso risulta totalmente chiaro perché sa che l’amore è un bene inestimabile e dell’unico lasciapassare che resiste anche alla morte.
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