Lc 11,47-54 - Santa Teresa di Gesù, Vergine e Dottore della Chiesa – Memoria

«Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito». È un rimprovero durissimo quello che Gesù rivolge a chi, invece di aiutare le persone ad arrivare a Dio, finisce per diventare un ostacolo. Si può conoscere molto di Dio e, paradossalmente, rendere difficile agli altri incontrarlo.

Accade quando trasformiamo la fede in un insieme complicato di regole, spiegazioni, tecniche e prestazioni, dimenticando ciò che dovrebbe essere il cuore di tutto: la relazione con Lui. La testimonianza di santa Teresa di Gesù, di cui oggi facciamo memoria, sembra essere esattamente il contrario. La sua esperienza spirituale è diventata per moltissime persone una porta aperta, una strada attraverso cui riscoprire la possibilità di un rapporto personale con Dio.

In fondo Teresa ha fatto qualcosa di straordinariamente semplice: ha insegnato a pregare. Ma pregare, per lei, non significa innanzitutto conoscere formule particolari o padroneggiare tecniche spirituali. Significa frequentare Qualcuno che sappiamo ci ama. Quando comprendiamo questo, la preghiera smette di essere una prestazione religiosa e torna a essere una relazione. Forse molte volte facciamo fatica a pregare proprio perché pensiamo di dover fare qualcosa, provare qualcosa, riuscire in qualcosa. Teresa ci ricorda invece che possiamo semplicemente presentarci davanti a Dio così come siamo e lasciarci incontrare da Lui. È questa la chiave che apre la porta della vita spirituale: sapere di essere amati e decidere di rimanere in relazione con Colui che ci ama.

La santità allora non consiste nel conoscere complicati segreti spirituali, ma nel prendere sul serio questa relazione fino a lasciare che trasformi tutta la nostra vita.