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Non è un male essere sapienti e intelligenti anche perché quando queste due cose le abbiamo sono in realtà dono di Dio. Il vero problema è usare questi doni nella convinzione che possiamo fare a meno di tutti gli altri e di Dio stesso. Confidare troppo nella propria intelligenza molto spesso ci conduce fuori strada.
Gesù nel Vangelo di oggi ci dice che la Verità la capiscono solo i piccoli, gli umili, cioè quelli che non presumono di sapere tutto e di capire tutto e proprio per questo rimangono in ascolto, attenti, aperti, accoglienti. Gesù lo dice chiaramente, a chi è piccolo Lui racconta tutta la Verità del Padre: “Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”.
C’è allora da fare una scelta molto concreta: diventare piccoli. Non è un invito a diventare infantili anche se purtroppo anche nei nostri ambienti ecclesiali si assiste a molto infantilismo religioso. È invece l’invito a vivere usando la modalità di un bambino che può godersi la vita perché sa che può confidare nell’amore di chi lo protegge e ha cura di lui.
I piccoli sono quelli che si lasciano amare e proprio per questo smettono di giocare a sentirsi l’ombelico del mondo o il centro dell’universo. Si sentono semplicemente il centro dell’amore di chi li ama, e questo amore è liberante, anzi rivelante cioè ci fa capire molte cose che da soli e senza amore non potremmo mai capire.
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