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Mt 6,19-23 - Venerdì della XI Settimana del Tempo Ordinario
«Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano. Accumulatevi invece tesori nel cielo». A prima vista queste parole di Gesù possono sembrare ingenue o lontane dalla concretezza della vita. In realtà toccano uno dei bisogni più profondi che ci abitano: il desiderio di sentirci al sicuro.
Molto spesso accumuliamo non soltanto per egoismo, ma per paura. Pensiamo che possedere di più ci renda più forti, più tranquilli, più protetti. Cerchiamo nelle cose una garanzia contro l’incertezza della vita. Eppure l’esperienza ci insegna che tutto ciò che possediamo è fragile. Il tempo consuma, gli eventi cambiano, ciò che oggi ci rassicura domani può venirci meno. Nessuna ricchezza materiale riesce ad accompagnarci fino in fondo. Gesù allora non ci invita a disprezzare le cose, ma a non confondere i mezzi con il fine. Ci ricorda che esiste un tesoro che non può essere perduto e che nessuna morte può sottrarci: l’amore che abbiamo donato. Tutto ciò che è vissuto nella carità, nella gratuità e nel servizio non va perduto. Anzi, è l’unica realtà che attraversa il tempo e giunge fino all’eternità.
L’amore è il vero patrimonio della nostra esistenza, l’investimento più sicuro che possiamo fare. Per questo Gesù aggiunge subito una riflessione sullo sguardo: «La lampada del corpo è l’occhio». Il problema infatti non riguarda soltanto ciò che possediamo, ma il modo in cui guardiamo la realtà. Uno sguardo ferito vede sempre ciò che manca, vive nel confronto continuo, genera inquietudine e insoddisfazione. Uno sguardo malato trasforma la vita in una corsa senza fine verso qualcosa che sembra sempre insufficiente. Avere un occhio semplice significa invece guardare le cose nella loro verità. Significa riconoscere il bene senza possederlo, usare i beni senza diventarne schiavi, vivere le relazioni senza trasformarle in proprietà. È la semplicità di chi sa distinguere ciò che passa da ciò che rimane.
Quando il nostro cuore è orientato verso il vero tesoro, anche il nostro sguardo cambia. Diventa più libero, più luminoso, più capace di riconoscere la presenza di Dio nella realtà. Perché, come ci ricorda Gesù, là dove è il nostro tesoro, là sarà anche il nostro cuore.
Venerdì 19 giugno 2026 – (Venerdì della XI Settimana del Tempo Ordinario – Anno Pari)




